LE STORIE DELLA PADOVA MARATHON

Dai racconti di rinascita attraverso la corsa di Serena e Silvia, alla seconda vita sportiva del ciclista Mariano Piccoli: ecco alcuni dei protagonisti in gara domenica 24 aprile. Le sfide sacerdotali di don Vincenzo, don Danilo e don Francesco, ottant’anni e non sentirli per il buon Gianni


Ogni corsa porta con sé le storie dei tanti piccoli e grandi campioni che affollano le sue strade. È così anche per l’edizione 2022 della Padova Marathon. Che vivrà, certo, della sfida fra Anna Incerti e Rebecca Cheptegei nella 42 chilometri femminile e che aspetta grandi cose dagli specialisti Teferi Girma e Biwott in campo maschile, ma che sarà anche animata dagli atleti che più raramente si conquistano articoli sui giornali o servizi in tivù ma che, con le loro vicende, rendono affascinante questa disciplina. Sono tanti i podisti che domenica 24 aprile saranno alla partenza dello Stadio Euganeo o a quella della mezza maratona, da Abano Terme. Ne abbiamo scelti alcuni, queste sono le loro storie.

LA RINASCITA DI SERENA BANZATO. «Fino al 2018 sono stata un’appassionata maratoneta. La maratona di Padova l’ho corsa per cinque volte consecutive». Poi, nel 2018, Serena Banzato ha contratto una grave infezione al tallone sinistro che le ha fatto subire 13 interventi alla gamba e rischiare l’amputazione e la vita. «Oggi sono di nuovo in pista», racconta questa ragazza di Terrassa Padovana, tesserata per la società di casa, Assindustria Sport, e più volte campionessa italiana paralimpica nelle gare di velocità. «Sono una paratleta Fispes e per me correre la Padova Marathon è una rivincita su tutta la mia storia, e una testimonianza: i limiti sono solo mentali». Serena sarà al via della prova principale, dall’Euganeo.

SILVIA FURLANI NON SI ARRENDE ALLA SCLEROSI. 62 anni, friulana, Silvia Furlani a 30 scopre di essere affetta da sclerosi multipla. Non si lascia abbattere e decide di sfidare la patologia, rivolgendo le sue energie proprio nella direzione contraria all’immobilità: inizia così il suo avvicinamento alla corsa. Il grido di battaglia è riappropriarsi della padronanza dei propri movimenti: correre significa combattere e riuscire a contrastare la malattia. Più volte in gara anche a Padova, in forza alla società Keep Moving, sarà alla partenza di Abano Terme per la mezza maratona, portando il suo messaggio di coraggio, determinazione e positività.

CORRERE MANTIENE GIOVANI. Correre fa bene. E lo possono testimoniare meglio di tutti il padovano Gianni Ballin, nato nel settembre del 1942 e prossimo a festeggiare gli ottant’anni, e l’astigiano Pietro Borio, che è del ’45 e ne compirà 77 ad agosto. Se citiamo le loro date di nascita è solo per far loro i complimenti: sono loro i più “maturi” tra gli atleti iscritti nelle prove agonistiche, il primo nella mezza, il secondo nella gara da 42 chilometri. Dimostrazioni viventi di come praticare sport serva a restare in forma!

MARIANO PICCOLI, DALLE DUE RUOTE AL PODISMO. In tanti ricordano la sua importante carriera da ciclista professionista, in sella dal 1989 al 2005, con tre vittorie di tappe alla Vuelta e altrettante al Giro d’Italia, in cui ha indossato anche la maglia verde che premia il miglior scalatore e quella ciclamino della classifica a punti. Ebbene, lasciati i pedali, il trentino Mariano Piccoli si è riscoperto appassionato podista. E domenica 24 aprile sarà al via nella mezza maratona.

DON VINCENZO PUCCIO, IL PRETE VOLANTE… Sacerdote della parrocchia di Santa Venera, il messinese don Vincenzo Puccio è anche un maratoneta non da poco: vanta infatti un personale di 2 ore 29’11” che fa di lui un ottimo podista. In forza all’Athletica Vaticana, per chiarire il suo valore basta ricordare che nel 2020 è stato ammesso fra i 140 atleti d’élite che hanno partecipato ai campionati italiani di maratona di Reggio Emilia, quell’anno a numero chiuso per via del Covid. Sacerdote e atleta, quindi, che anche a Padova unirà la vocazione alla sua grande passione per la corsa.

…MA CI SONO ANCHE DON DANILO E DON FRANCESCO. Don Vincenzo è, però, in buona compagnia. Lui è da considerare quasi un atleta top, ma non è l’unico sacerdote che, quando si toglie la tonaca, indossa spesso e volentieri le scarpe da corsa. Ci sono anche due preti padovani iscritti alla maratona: don Francesco Gallo delle parrocchie di Motta e Pra’ d’Este, e don Danilo Miotto, della parrocchia di Rubano. Entrambi l’hanno corsa in più occasioni. L’ultima volta don Danilo aveva motivato così le ragioni della sua passione: «Lo sport, e correre in particolare, aiuta a trovare il giusto equilibrio fisico e mentale, a conoscere se stessi e a meditare. Può rivelare a ognuno di noi i propri limiti, ma anche le sue potenzialità».

LA MARATONA DELLE AZIENDE. Quella per la corsa è una vera e propria passione che accomuna i dipendenti Alì. Primo fra tutti a testimoniarlo è Ruggero Pertile, oggi Direttore tecnico di Assindustria Sport ma da maratoneta capace di gareggiare tre volte ai Giochi Olimpici: “Rero” iniziò la sua carriera proprio dietro il banco salumi di un supermercato Alì per poi diventare campione italiano della specialità. Ebbene, anche quest’anno il Gruppo ha organizzato e promosso, all’interno della Padova Marathon, il Trofeo Alì dedicato ai dipendenti che gareggeranno domenica 24. Ma non è l’unica azienda che si schiera in forze al via e che ha subito il contagio assolutamente benefico della corsa. Ne citiamo altre due in doppia cifra con i propri dipendenti/podisti al via nelle prove agonistiche: Pro Action e Carel. Correre fa bene e fa... squadra. Loro lo hanno capito.


Nella foto Serena Banzato