«SANTIUSTI PUO’ CORRERE ANCORA PIU’ FORTE»

Parla Claudio Berardelli, il giovane allenatore che ha lanciato la stella di Assindustria Sport Padova. «Mi stupisce che i tecnici federali non si siano accorti prima di lei e spero che presto possa vestire la maglia della nazionale azzurra»

Carina, simpatica, determinata e vincente. Yusneysi Santiusti Caballero è stata la stella dell’ultimo Meeting Città di Padova con la maglia di Assindustria Sport. «E può correre ancora più forte di così. Già quest’anno, se trova le condizioni giuste, può infrangere il muro dell’1’58” netti negli 800 metri». Parola di Claudio Berardelli, 31 anni, il giovane tecnico del team di Rosa Associati che l’ha lanciata in questa stagione.

«Quello che più mi stupisce è che nessun allenatore federale si sia accorto prima di lei. Lo dico perché parliamo di una ragazza che già a 19 anni aveva mostrato, a Cuba, di saper correre questa gara in 2’00”. Possibile che in Italia non riuscisse più a tornare su quei tempi? Non lo dico per presunzione, o per sminuire il lavoro degli altri, anche perché in Italia ci sono molti tecnici competenti, ma già da come appoggia i piedi in pista si capisce che questa ragazza ha un talento enorme e mi pare impossibile che nessuno l’avesse notato. Di fatto negli ultimi tempi era entrata in crisi e voleva lasciare l’atletica. Il merito per averla recuperata va a tre persone, Giampaolo Urlando e Silvana Santi di Assindustria Sport, e Venuste Niyongabo di Nike: hanno sempre creduto in lei, dandole la possibilità di venire ad allenarsi in Kenya, imprimendo una svolta alla sua vita».

Yusneysi è nata 26 anni fa a L’Avana ed è in Italia dal 2007, arrivata qui per un matrimonio poi finito male. E’ sotto la guida di Assindustria dal 2008, quando Santiago Antunez, allenatore del campione olimpico Dayron Robles, l’ha segnalata alla società gialloblù. Al momento è apolide: non può gareggiare per l’«isla» caraibica e non ha ancora la cittadinanza italiana. In questa stagione si è definitivamente consacrata, lavorando per sei mesi in Kenya sull’altipiano di Eldoret e, al rientro in Europa, imponendosi nei meeting internazionali di Torino, Reims, Madrid e Padova, col solo «involontario» passaggio a vuoto di Parigi, quando è stata vittima di una caduta. Sabato, invece, sarà in pista a Barcellona, alla ricerca dell’ennesimo miglioramento dopo essere arrivata a correre in 1’58”91 proprio allo Stadio Euganeo.

«A me delle questioni politiche legate al passaporto interessa poco – continua Berardelli – Ma mi spiace per lei, perché poter gareggiare ai Mondiali o alle Olimpiadi è l’esperienza più bella che può vivere un atleta, per questo spero che la sua situazione si sblocchi quanto prima. Forse è stata trascurata a livello federale perché ha pagato il fatto di essere cubana e dunque non tesserabile per la nazionale azzurra, ma spero che la situazione si sblocchi. Che ragazza è? Ho cominciato a seguirla a novembre, quando è arrivata in Kenya assieme a Ruggero Pertile, anche lui lì per uno stage di allenamento. I primi tempi per lei sono stati difficili, perché ha dovuto cambiare stile di vita, abituandosi a un ambiente totalmente nuovo, allenandosi in altura, alzandosi presto e confrontandosi con campionesse come Janeth Jepkosgei (ottocentista che ha difeso i colori di Assindustria Sport per quattro stagioni, vincendo la medaglia d’oro ai Mondiali di Osaka 2007, ndr). In breve tempo, però, è successa una cosa fondamentale: è tornata a emozionarsi, a vivere l’atletica con entusiasmo. Prima vedeva gli allenamenti come una tortura, adesso non dico che siano un divertimento ma li affronta con un altro spirito e questo è fondamentale, dovendo affrontare molti sacrifici per dare il massimo. E’ la prima volta che lavoro con un’atleta cubana e all’inizio mi avevano messo in guardia sulla loro indolenza. Per certi aspetti, però, Yusneysi ragiona da italiana: il lavoro non la spaventa e i risultati che sta ottenendo sono una diretta conseguenza del suo impegno».

Nelle foto (di Antonio Muzzolon) Yusneysi Santiusti dopo la vittoria degli 800 del Meeting Città di Padova 2011