EVANGELISTI: «CHE EMOZIONI AL MEETING DI PADOVA»

Si avvicina l’appuntamento di domenica 17 luglio allo Stadio Euganeo. L’ex primatista del salto in lungo: «La città non può permettersi di perdere la pista dello Stadio Euganeo. Anche a Berlino e Roma è poco utilizzata ma nessuno si sogna di toglierla»


«Quanto ci siamo divertiti». Giovani Evangelisti, per molto tempo primatista italiano del salto in lungo con 8.43 metri, ricorda con affetto gli anni in cui il protagonista del Meeting Città di Padova era lui e, a una decina di giorni dalla venticinquesima edizione, in cartellone domenica 17 luglio, lancia un appello a favore dell’atletica leggera: «La pista è troppo importante per toglierla dallo Stadio Euganeo».

«Ricordo quando ho gareggiato nel Meeting ai primi anni ’90, dopo essere stato portato ad Assindustria Sport da Silvana Santi – racconta Evangelisti, nato a Rimini ma padovano adottivo, che nel suo palmares conta, tra le altre, la medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici di Los Angeles, il bronzo europeo di Stoccarda ’86 e tre medaglie di bronzo ai mondiali indoor – Mi sono divertito molto in quel periodo, togliendomi le ultime soddisfazioni della carriera. Nel 1990, già con la maglia gialloblù, centrai una splendida vittoria a spese del primatista europeo Robert Emmian, arrivando a 8.15 metri contro gli 8.08 di Emmian, in forza all’allora Unione Sovietica. C’era tantissima gente a tifare e si respirava un calore unico. La pedana del lungo, d’altra parte, ha sempre offerto grande spettacolo a Padova sia in campo maschile che femminile e penso, in anni più recenti, ai salti di Ivan Pedroso. Anche per questo, quando non sono stato lontano per impegni personali, non mi sono mai perso il Meeting».

Oggi Evangelisti ascolta con disappunto le voci che parlano di una pista da togliere dallo stadio Euganeo, per avvicinare le curve al campo da calcio. «Non posso che difendere la pista e, assieme alla pista, l’atletica. Parliamo di uno sport bellissimo e formativo, che ha nel Meeting l’evento che fa da traino per richiamare i giovani. Capisco che, oggi, è effettivamente poco utilizzata, e sicuramente meno di quello che potrebbe essere, ma credo che accada perché l’impianto è a disposizione del calcio tutto l’anno – continua Evangelisti – Oltretutto l’Euganeo è nato così ed è di “proprietà pubblica”, certi discorsi sulla pista da eliminare avrebbero senso se parlassimo di uno stadio costruito e finanziato da un privato o da una società di calcio, e non è questo il caso. Non solo, cito volentieri due esempi che reputo significativi: l’Italia ha vinto i Mondiali di calcio del 2006 a Berlino, nello stadio che, una volta all’anno, ospita uno dei più importanti meeting di atletica al mondo, e lo stesso Golden Gala di Roma usa l’Olimpico una volta ogni dodici mesi, ma non mi sembra che ci sia da nessuna parte l’idea di levare la pista, anzi. Per questo – conclude Evangelisti – credo che anche la Federazione di atletica dovrebbe far sentire la propria voce con più forza in difesa dell’anello rosso dell’Euganeo».


Nella foto Giovanni Evangelisti salta al Meeting Città di Padova