CARTER vs FRATER, SIMPSON vs STEWART, GLI SPRINTER DEL MEETING DI PADOVA

Appuntamento a domenica allo Stadio Euganeo (ore 19.45, ingresso gratuito), con le gare di velocità che promettono spettacolo. A pochi giorni dall’evento, si alza il sipario su 100 metri maschili e 200 metri femminili

Un Meeting che profuma di velocità. Quella dei tanti campioni che, domenica 17 luglio allo Stadio Euganeo (dalle 19.45, con ingresso gratuito) animeranno la XXV edizione del Città di Padova di atletica leggera. A pochi giorni dal via, si alza il sipario sui 100 metri maschili e sui 200 femminili, due fra le gare più spettacolari della manifestazione organizzata da Assindustria Sport. E i nomi di richiamo non mancano.

Tra gli uomini si annuncia una sfida fra i giamaicani Nesta Carter e Michael Frater, entrambi compagni di squadra della staffetta 4x100 che, ai Giochi Olimpici di Pechino, ha conquistato la medaglia d’oro. Carter, in particolare, torna a Padova dopo le presenze del 2006 e del 2007. Rispetto ad allora ha raggiunto una maturità atletica che prima non aveva, portando il suo primato personale a un fantastico 9”78 (miglior prestazione mondiale del 2010) e diventando così il quarto sprinter più veloce di ogni tempo nei 100 metri. Già 11 volte sotto i 10” sulla distanza, troverà «in casa» il suo rivale più temibile, visto che Frater, che qui ha già corso nel 2004, nel 2008 e nel 2010, è come lui membro della MVP (Maximising Velocity and Power) Track & Field Club che ha base alla University of Technology (U-Tech) di Kingston, allenandosi a Lignano Sabbiadoro durante la stagione dei meeting europei. Per lui parla un personale di 9”88. Insomma: ci sono le carte in regola per un assalto al record della manifestazione, siglato dall’americano Coby Miller nel 2002, in 10”10.

Peraltro, a Padova ci saranno due loro connazionali di cui sentiremo molto parlare: il ventiduenne Jacques Harvey (un primato di 10”09 stabilito lo scorso maggio a Kingston) e il suo coetaneo Winston Barnes (10”16). Attenzione, però, anche al portacolori di Trinidad&Tobago Marc Burns, argento olimpico e mondiale con la 4x100 del suo paese proprio dietro agli imbattibili giamaicani e capace in carriera di correre i 100 in 9”96, mentre la nazionale azzurra sarà rappresentata da Fabio Cerutti, che vanta un primato di 10”13 e la medaglia d’argento conquistata agli Europei indoor del 2009 nei 60 piani.

Per le donne, come detto, ci sono i 200 metri e un parterre non meno valido. In prima fila c’è un’altra velocista giamaicana, Sherone Simpson, ormai beniamina dello Stadio Euganeo: a Padova lasciò intuire tutto il suo potenziale già nel 2004, tagliando per prima il traguardo. Dopo aver infilato al collo la medaglia d’argento di Pechino è tornata qui sia nel 2009 che nel 2010, ogni volta chiudendo da vincitrice. Per lei parla un personale di 22”00, mentre, sotto al muro dei 22” (21”99), si trova la sua compagna di nazionale Kerron Stewart che, a livello individuale, ha raggiunto l’argento a Pechino nei 100 e il bronzo nei 200, laureandosi anche campionessa del mondo con la staffetta 4x100 a Berlino. Alle sue spalle, in quell’occasione, finì la nazionale delle Bahamas, all’Euganeo rappresentata dalla ventunenne Sheniqua Ferguson. E, sempre a proposito di atlete dal palmares prestigioso, vale la pena di spendere il nome della statunitense Lauryn Williams, medaglia d’argento ad Atene 2004 nei 100. E l’Italia? Sarà rappresentata da Giulia Arcioni, seconda agli ultimi Tricolori nei 200, che a Padova non gareggiava dai campionati italiani assoluti del 2007, allora chiusi al terzo posto.

Nella foto (di Antonio Muzzolon) Sherone Simpson nel Meeting Città di Padova 2010