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Dalla conquista di Marco Ruzzon, che dopo il trapianto ha cominciato a correre, alla battaglia di Silvia Furlani contro la sclerosi multipla, sino al ritorno della piccola Valentina. La dottoressa Pigazzi e i 12 ragazzi guariti dalla leucemia, Francesco Arone che gareggia scalzo, don Danilo e l’olimpionico Rossano Galtarossa: ecco alcuni dei protagonisti in gara domenica 28 aprile


Non ci saranno “solo” le presenze azzurre di Sara Dossena, Anna Incerti ed Eyob Faniel nella mezza maratona, o dell’etiope Zeleke, sfidato dai keniani Korir e Lomoi nella gara da 42 chilometri, con Ribeiro, Ayantu e Sustic top runners fra le donne. No, perché sono davvero tanti i podisti che domenica 28 aprile saranno alla partenza dello Stadio Euganeo (alle ore 8.30) o a quella della mezza maratona, ad Abano Terme (dalle 9.45). Ne abbiamo scelti alcuni, queste sono le loro storie.

CORRERE MANTIENE GIOVANI. Correre fa bene. E lo possono testimoniare meglio di tutti l’ottantacinquenne trevigiano Giovanni Bertoli (Mareno di Piave) nato il 7 ottobre 1933 e la cuneese Annamaria Nota (Fossano) nata il 19 giugno 1946: sono loro i più “maturi” tra gli atleti iscritti nelle prove agonistiche.

UN ALTRO OLIMPIONICO OLTRE A ROSOLINO: ECCO ROSSANO GALTAROSSA. Massimiliano Rosolino? Non sarà l’unica medaglia d’oro olimpica al via nella mezza maratona della Padova Marathon. Già, perché alla festa parteciperà anche Rossano Galtarossa, quello che possiamo definire senza troppi timori di smentite come il più grande atleta padovano di sempre, monumento del canottaggio mondiale con alle spalle cinque partecipazioni ai Giochi olimpici e 4 medaglie vinte: “Rox”, oggi consigliere di Assindustria Sport, società organizzatrice, torna a cimentarsi col podismo dopo la partecipazione del 2015, quando tagliò il traguardo della prova da 21,097 chilometri dopo un’ora 39’02”.

MARCO RUZZON E IL TRAPIANTO DI CUORE: LA CORSA COME CONQUISTA. Marco Ruzzon, trapiantato di cuore nel 2008, è nato a Padova e abita ad Albignasego. Fa parte di A.C.T.I. Italia, Associazione Cardiotrapiantati Italiani. È lui a raccontare la sua storia: «Saremo presenti per la prima volta all’evento, per noi esserci è una conquista: personalmente parteciperò alla mezza maratona di Padova assieme ad altri amici trapiantati di cuore che saranno in Prato per le Stracittadine (circa 50 associati). Non è comune, per noi trapiantati di cuore, ottenere l’abilitazione sportiva agonistica: per me questo è stato possibile solo dopo l’intervento e oggi, insieme a tanti amici nella mia situazione, tutti operati al Centro Gallucci di Padova diretto dal Prof. Gerosa, vogliamo rendere omaggio a questa stupenda città». L’anno scorso, in occasione dei giochi Europei per trapiantatati di cuore e polmone tenutosi a Lignano, il gruppo di Padova ha partecipato numeroso e vinto diverse medaglie.

SILVIA FURLANI NON SI ARRENDE ALLA SCLEROSI. 59 anni, friulana, Silvia Furlani a 30 scopre di essere affetta da sclerosi multipla. Non si lascia abbattere e decide di dichiarare guerra alla patologia, rivolgendo le sue energie proprio nella direzione contraria all’immobilità: inizia così il suo avvicinamento alla corsa. Il grido di battaglia è riappropriarsi della padronanza dei propri movimenti: correre significa sfidare e riuscire a contrastare la malattia. Più volte in gara anche a Padova, sarà alla partenza di Abano Terme per la mezza maratona.

VINCENZO E LA PICCOLA VALENTINA. Vincenzo Placida, di Vigonovo, domenica parteciperà alla maratona spingendo la carrozzina della figlia Valentina, 11 anni, affetta sin dalla nascita dalla rarissima sindrome “Cornelia de Lange”. Papà e figlia tornano dopo la partecipazione del 2018 alla mezza, raddoppiando la distanza e coinvolgendo anche altre due carrozzine e un passeggino grazie all’Associazione che porta il nome della sindrome. Vincenzo già nel 2018 aveva raccontato: «Avremo l’opportunità di dare un po’ di visibilità a questi bimbi, ma è anche un momento di inclusione stupendo per Valentina, che adora stare all’aria aperta».

LA GENETISTA MARTINA PIGAZZI CORRE CON I SUOI PAZIENTI. Martina Pigazzi, genetista, è responsabile dell’area genetica del laboratorio di Oncoematologia Pediatrica e assistant professor all’Università di Padova. Sarà al via per la Città della Speranza nella mezza maratona, con alcuni ex pazienti guariti dalla leucemia: «Il 28 aprile correrò insieme a 12 ragazzi speciali che, qualche anno fa, sono stati nel nostro reparto e hanno avuto il coraggio di partire per un’avventura forte, dolorosa e a tratti impossibile, ma hanno tagliato quel traguardo più forti di prima, e con energia ed entusiasmo di vivere. Ora vogliono dire a tutti i bambini e ai ragazzi, che oggi stanno affrontando quella stessa sfida, che presto potranno correre essi stessi la loro maratona», ha raccontato nella pagina di Rete del Dono dedicata al progetto. «È un passamano di vita: oggi noi, domani voi! Lorenzo, Federica, Andrea, Riccardo, Denise, Riccardo, Maurizio, Lisa, Federico, Sebastiano, Carlo e Francesco - questi i nomi dei fantastici 12 - saranno preparati da me, Katia e Alberto, il nostro coach, per correre 21,097 km».

ARONE CHE CORRE SCALZO COME BIKILA. Piemontese di Carignano, 43 anni, Francesco Arone diviene l’uomo più veloce al mondo sulla distanza ultra-maratona di 100 km, corsi a piedi nudi (categoria Barefoot): 11 ore 42’33” sul traguardo di Seregno. La sua strada agonistica l’ha portato a correre attualmente 51 mezze, 46 maratone e 4 ultra-maratone, senza aver conteggiato le distanze più corte e tutti gli allenamenti che lui svolge unicamente senza le calzature o simili. Non corre solo in Italia, ma s’impegna portando il tricolore e confrontandosi in maratone note come quelle di New York, Tokyo, Berlino, Barcellona, Montecarlo, Dubai, Miami…

DON DANILO, SACERDOTE E… MARATONETA. Indossa con la stessa disinvoltura la tonaca e le scarpe da corsa. Il parroco di Rubano, don Danilo Miotto, parteciperà anche quest’anno alla Padova Marathon: «Lo sport, e correre in particolare, aiuta a trovare il giusto equilibrio fisico e mentale, a conoscere sé stessi e a meditare, può rivelare a ognuno di noi i propri limiti, ma anche le sue potenzialità».

ALI’ IN GARA CON UNA SQUADRA DI 25 ATLETI. Quella per la corsa è una vera e propria passione che accomuna i dipendenti Alì e Alìper. Primo fra tutti a testimoniarlo è, ovviamente, Ruggero Pertile, che partendo dal suo impiego nei supermercati è riuscito a partecipare a tre edizioni dei Giochi Olimpici. Domenica 28 aprile anche il Gruppo Alì sarà in gara: ai nastri di partenza, tra la 42 chilometri e la mezza, ci sarà infatti una squadra di 25 podisti.

ATENEO IN FORZE. A proposito delle associazioni raccolte a vario titolo nel Charity Program: da quest’anno c’è anche l’Università degli studi di Padova, che si schiererà numerosa in tutte le prove. Porterà al via 8 tra studenti e professori nella maratona, 51 nella mezza e addirittura 400 nelle Stracittadine, fra le onlus più presenti domenica 28 aprile.


Nella foto una suggestiva ripresa dall’alto di Prato della Valle: sul lato sinistro i podisti impegnati nelle Stracittadine

Simpatico messaggio video della campionessa azzurra attraverso i social dell’evento. «Domenica 28 aprile sarò per la prima volta al via nella mezza maratona ad Abano, voglio divertirmi e… andare forte»


«Venite a correre con me a Padova!». Oltre che molto forte, Sara Dossena è molto… social. E, non a caso, proprio attraverso le pagine Facebook e Instagram della Padova Marathon arriva la conferma della sua presenza all’evento di domenica 28 aprile, al via della mezza maratona che scatterà da Abano Terme. La campionessa azzurra l’annuncia in un video diventato subito virale.

«Ciao ragazzi, sarà la mia prima esperienza in gara in questa città», racconta Sara, che lo scorso marzo, a Nagoya, in Giappone, ha sfiorato il record italiano sui 42 chilometri bloccando il cronometro dopo due ore 24’00”. «Sono davvero contenta, perché ho proprio voglia di gareggiare, divertirmi, stare in compagnia e… andare forte. Un grossissimo in bocca al lupo a tutti i maratoneti, ci vediamo a Padova sabato 27 e domenica 28 aprile!».

Sara, che ha come grande obiettivo stagionale i Mondiali di Doha, ha mostrato di recente di essere già in grande condizione migliorando il suo primato personale sui 10 chilometri alla T-Fast 10k La Velocissima di Torino, dove è scesa a 32’17”. «È andata bene, quando si migliora il personale si è sempre soddisfatti», aveva commentato nell’occasione sul traguardo. «Non è stato facile tenere certi ritmi (passo da 3’13 al chilometro, ndr) e posso dire di aver faticato più che in maratona. Dopo un buon passaggio ai 5 km, sotto i 16 minuti, ho un po’ ceduto nel finale, in lieve salita, ma sono molto contenta perché volevo scendere sotto i 33 minuti e ce l’ho fatta». Dossena già a Torino aveva anticipato la sua presenza nell’evento organizzato da Assindustria Sport: «Correrò a Padova la mezza maratona domenica 28 aprile e poi sarò di nuovo sui 10 km a Manchester il 19 maggio. In questo momento la preparazione è focalizzata su distanze più brevi perché voglio partecipare alla Coppa Europa dei 10.000 in pista a Londra il 6 luglio».

A questo link il video di Sara Dossena su facebook: https://www.facebook.com/padovamarathon/videos/423323095068415/

…e su Instagram: https://www.instagram.com/p/BwWn0zfIG0R/


Nella foto un frame del video in cui Sara Dossena annuncia la sua presenza a Padova

Lo staff di Assindustria Sport Padova ha risegnato il percorso della gara di domenica 28 aprile: ogni podista si troverà così nelle migliori condizioni per esprimersi


È un appuntamento ormai consueto. A pochi giorni dall’evento Luca Zampieri, responsabile dello staff operativo della Padova Marathon, chiama all’opera i suoi uomini. Le abitudini sono rodate negli anni: sveglia prima dell’alba, per non incappare nel traffico, e maniche tirate su, perché di strada da fare ce n’è tanta.

Al lavoro con lui stavolta c'era anche uno che di maratone se ne intende davvero, il Dt di Assindustria Sport Ruggero Pertile, e poi Giorgio Stirini, Samuele Pastore e Gino Corrocher. Per l’esattezza i chilometri da coprire erano 42,195, quelli che separano lo Stadio Euganeo da Prato della Valle a Padova, se si passa per Rubano, Selvazzano Dentro, Teolo e Abano Terme, vale a dire per i comuni interessati dalla gara in programma domenica 28 aprile. Già, perché la “missione” che li ha visti all’opera è l’annuale segnatura del percorso, chilometro dopo chilometro, rintracciando i segni lasciati sull’asfalto quando è stata eseguita la misurazione ufficiale dell’Aims-Iaaf (Association of International Marathons and Distance Races).

Adesso, oltre a essere veloce, il percorso ha anche i chilometri freschi “di stampa”. E allora non resta che infilare le scarpe da ginnastica e… correre.


Nelle foto alcuni momenti della segnatura del percorso

L’Abbazia di Praglia ha ospitato il gala dell’evento in programma domenica 28 aprile coinvolgendo 150 ospiti fra autorità, sponsor e campioni. Il presidente di Assindustria Sport Leopoldo Destro svela il nome della prima stella al via e conferma: «Festeggeremo le 20 edizioni in grande stile»


L’annuncio è arrivato a margine della serata, a impreziosire un incontro che già di suo aveva i contorni della festa. Sara Dossena, atleta di punta della maratona azzurra che giusto un mese fa, a Nagoya, in Giappone, ha sfiorato il record italiano portando il suo primato personale a uno strepitoso 2 ore 24’00”, sarà alla partenza di Abano Terme per partecipare alla mezza maratona di domenica 28 aprile, in programma nello stesso giorno della prova da 42 chilometri. Il suo nome arriva come la più gustosa ciliegina sulla torta del tradizionale gala della Padova Marathon, ospitato da un teatro davvero eccezionale come l’abbazia di Praglia. Il presidente di Assindustria Sport Leopoldo Destro ha così potuto brindare davanti a circa 150 ospiti, tra autorità, sponsor e sportivi, ringraziando tutti per la preziosa collaborazione nella riuscita di un evento che coinvolge felicemente l’intero “Sistema Padova”.

«Tre anni fa ci siamo ritrovati all’interno della Basilica di Sant’Antonio, un privilegio di pochi. Nel 2017 ci siamo invece spostati a Rubano, seguendo il percorso della maratona e immergendoci tra le peculiarità del Parco Etnografico. Nel 2018 siamo andati alla scoperta di altre eccellenze come “La Montecchia” e Villa Emo Capodilista nel territorio di Selvazzano Dentro. Ora proseguiamo la risalita lungo il nostro tracciato soffermandoci tra queste storiche mura. Lo spirito che ci anima è proprio questo: la voglia di unire all’evento sportivo la valorizzazione del territorio, richiamando sulla città e sulla provincia di Padova l’attenzione del mondo», ha affermato Destro nel corso della serata. «Ci ritroviamo in un’occasione speciale, perché quella alle porte non sarà un’edizione qualsiasi, ma la numero 20. Sembrava un traguardo lontanissimo nel 2000, quando tutto è iniziato grazie all’allora presidente Giuliano Tabacchi e a un’intuizione di Silvana Santi. E invece oggi siamo qui a festeggiare il compleanno di un evento, la Padova Marathon, che ha saputo regalare alla città e al suo territorio una fama sportiva e di accoglienza di livello internazionale. Oggi non posso ancora svelare altri nomi dei top runners, perché stiamo definendo gli ultimi dettagli, ma ci saranno degli atleti di livello internazionale non solo nella maratona ma anche nella mezza, come testimonia la presenza di Sara Dossena, stella di primo piano del firmamento azzurro».

Non sono mancati i momenti di intrattenimento, con la visita dell’Abbazia accompagnati dalle note all’arpa di Alessandro Tombesi, e la presentazione del libro “Padova Marathon. Una storia, migliaia di storie”, curato da Andrea Schiavon e Diego Zilio, con postfazione di Stefano Edel: attraverso le suggestive e spesso inedite immagini di Antonio Muzzolon il volume ripercorre le emozioni vissute dal 2000 a oggi. Ma il gala, che si è tenuto grazie all’importante contributo del partner KPMG, è stato anche una passerella speciale dedicata ad altri talenti del territorio di Teolo premiati con una targa dal sindaco Moreno Valdisolo, come l’ex rugbista azzurro Mauro Bergamasco, la siepista di Assindustria Sport Laura Dalla Montà, i pattinatori Greta Turetta e Manuel Schiavon e il canottiere Gianluca Benacchio.

Numerose le autorità presenti, tra cui il prefetto Renato Franceschelli e il questore Paolo Fassari, il presidente della Provincia di Padova Fabio Bui, il sindaco di Rubano Sabrina Doni, il sindaco di Selvazzano Dentro Enoch Soranzo e il sindaco di Montegrotto Terme Riccardo Mortandello, il presidente della Camera di Commercio Antonio Santocono e il presidente di Assindustria Venetocentro Massimo Finco, che ha chiuso l’incontro sottolineando: «La Padova Marathon numero 20 punta al salto di qualità internazionale per contribuire al rilancio dell’economia e del turismo, non solo sportivo. Il percorso che da Padova risale i colli, toccando abbazie e ville storiche, le terme per poi tornare in Prato è un’esperienza emozionale e un biglietto per il mondo. Lo sport dà un contributo fondamentale alla buona salute della società, all’ambiente, all’accoglienza, all’apertura a mondi diversi, alla crescita dei giovani. Proprio i valori che guidano l’impegno di Assindustria Venetocentro, la nuova comunità degli Imprenditori Padova Treviso, in Assindustria Sport e per la Maratona. E che quest’anno rilancia l’impulso e il valore sociale, correndo e raccogliendo fondi per 24 progetti solidali. Padova corre. E Padova Marathon è la sua festa!».

Nelle foto (di Massimo Bertolini) alcuni momenti della serata all’Abbazia di Praglia; Sara Dossena

È stato svolto dai ricercatori del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione con lo scopo di analizzare la psicologia del runner. È la prima ricerca che mostra la relazione tra l’intelligenza emotiva e la performance finale dei podisti impegnati in corse di resistenza


Come vengono affrontate l’ansia e la fatica che caratterizzano la corsa di resistenza? A questa domanda ha risposto lo studio effettuato da un team di ricercatori del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università degli Studi di Padova, svolto in collaborazione con Assindustria Sport Padova. I dati - raccolti attraverso più di 700 questionari compilati durante l’Expo della Padova Marathon 2017 nei giorni immediatamente precedenti alla competizione, e successivamente elaborati e rapportati ai rilievi cronometrici ottenuti in gara dai podisti - sono ora disponibili.

I ricercatori hanno messo a punto un questionario nel quale ai partecipanti è stato chiesto di riportare la loro preparazione in vista della gara ed esperienza sulla distanza che avrebbero percorso durante la competizione (21Km o 42Km). Successivamente sono stati misurati l’ansia di tratto, ovverosia la predisposizione individuale a provare ansia, e l’intelligenza emotiva di tratto, ovverosia la predisposizione individuale a conoscere, individuare e regolare le proprie emozioni. Infine sono state misurate alcune variabili demografiche come il genere e l’età degli atleti che hanno partecipato allo studio.

«La letteratura psicologica dimostra che l’ansia può ridurre la performance degli atleti poiché “consuma” le loro risorse cognitive facendoli concentrare eccessivamente sulle proprie preoccupazioni piuttosto che sull’esecuzione del gesto atletico», sottolineano il dottor Enrico Rubaltelli e la dottoressa Irene Leo, responsabili scientifici dello studio. «Nella corsa di resistenza, in particolare, l’ansia può portare a una perdita di concentrazione quando lo sforzo diventa particolarmente intenso durante la fine della gara e a una conseguente incapacità di sostenere il ritmo desiderato. Da questo punto di vista, ricerche precedenti hanno mostrato che persone con alta intelligenza emotiva di tratto sono più capaci di regolare le proprie emozioni: per esempio, hanno una disposizione meno marcata a provare ansia e vedono le difficoltà come sfide. La ricerca in campo sportivo ha mostrato che runners con alta intelligenza emotiva di tratto hanno una tendenza a provare emozioni più positive sia prima sia dopo una ultra-maratona. Nonostante la letteratura mostri un effetto dell’intelligenza emotiva di tratto sulla gestione delle emozioni nello sport, nessuna ricerca è andata a verificare se questa relazione ha un effetto sulla performance finale degli atleti impegnati in corse di resistenza come la maratona e la mezza maratona. Il nostro studio è stato quindi il primo a cercare di dare una risposta a questa domanda».

I risultati hanno mostrato che, controllando per variabili demografiche e livello di allenamento degli atleti, l’intelligenza emotiva ha un effetto sul tempo finale di gara per entrambe le distanze studiate. Nel caso della mezza maratona (sulla base delle risposte a 435 questionari), è emerso che i runner con un’intelligenza emotiva di tratto più alta hanno una minore predisposizione a provare ansia e ottengono un tempo finale più veloce. L’effetto dell’allenamento è statisticamente meno determinante rispetto alle variabili psicologiche, ovverosia l’effetto dell’intelligenze emotiva nel calmierare l’ansia degli atleti permettendogli di correre più veloci. In altre parole, a parità di allenamento arriva prima chi ha un’intelligenza emotiva di tratto più alta (e una minore predisposizione a provare ansia).

Nel caso della maratona (292 questionari), è risultato meno determinante il ruolo dell’ansia e più importante il livello di preparazione degli atleti (un risultato non sorprendente considerando che per correre i 42Km serve una preparazione decisamente superiore ai 21Km). Tuttavia, il modello statistico ha mostrato che, per la distanza della maratona, sia l’allenamento sia l’intelligenza emotiva di tratto influenzano il tempo che i runner pensano di poter fare prima della gara. A sua volta chi pensa di poter correre più veloce effettivamente conclude la gara in un tempo più veloce. «Questo risultato è già di per sé sorprendente perché in numerosi casi le persone tendono ad avere un’eccessiva fiducia nelle proprie capacità e ci si sarebbe potuti aspettare una tendenza a sovrastimare il proprio grado di preparazione. La cosa più interessante è però data dal fatto che non basta allenarsi molto per pensare di poter fare un tempo migliore (e per riuscirci) ma serve anche la componente mentale che permette, controllando i dubbi della vigilia, di credere nelle proprie potenzialità e di riuscire a realizzarle nel momento in cui lo sforzo diventa più intenso mettendo a rischio il risultato finale» sottolineano il dottor Enrico Rubaltelli e la dottoressa Irene Leo.

I ricercatori del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione stanno attualmente organizzando una nuova serie di studi di laboratorio dove i runners correranno indoor e dove sarà possibile analizzare in modo continuo la loro performance aggiungendo parametri fisiologici a quelli psicologici. Inoltre, sulla base di questi fondamentali risultati, ottenuti grazie alla collaborazione con Assindustria Sport Padova, i ricercatori stanno sviluppando un programma di allenamento mentale e di sviluppo dell’intelligenza emotiva di tratto per sportivi (denominato Emotional Running), che si dovrebbe tradurre in una migliore prestazione in termini di tempo finale di gara.


Nella foto la partenza della Padova Marathon allo Stadio Euganeo