DAL VOLO CANCELLATO AL RECORD DELLA GARA, LA FORTUNATA DISAVVENTURA DI TUSA RAHMA ALLA PADOVA MARATHON

Una bella storia dietro alla vittoria dell’atleta etiope di domenica 26 settembre: fondamentale il supporto di una connazionale che l’ha aiutata a prendere il treno consentendole di presentarsi al via nonostante il problema in aeroporto


Una vera e propria odissea. Ma con il lieto fine. A qualche giorno di distanza dalla Padova Marathon gli organizzatori dell’evento sono rimasti molto colpiti nel venire a conoscenza della disavventura vissuta da Tusa Rahma, l’atleta etiope che non solo ha vinto la mezza maratona ma ha migliorato il record della corsa. Già, perché una delle grandi protagoniste della gara di domenica 26 settembre ha rischiato seriamente non essere al via: solo il gesto di solidarietà di una connazionale, che non conosceva prima di allora, le ha consentito di raggiungere la città del Santo in tempo per correre.

Tusa è partita dal suo paese giovedì sera con un volo Addis Abeba-Roma. Secondo i programmi iniziali sarebbe dovuta arrivare in Veneto venerdì mattina alle 10.50, con un volo Roma-Venezia. Il condizionale però non è stato usato per caso: lo sciopero Alitalia ha infatti portato alla sua cancellazione. Il volo successivo sarebbe partito solo il mattino dopo e Tusa, si è venuto a sapere poi, ha trascorso l’intera giornata e la notte in aeroporto. Tutto risolto? No, perché al sabato mattina l’atleta si presenta regolarmente al check-in per imbarcarsi, ma nel frattempo il suo test Covid era scaduto e non è stata fatta salire a bordo. A quel punto il suo manager decide di contattare Giampaolo Urlando, direttore tecnico della corsa su strada padovana. Seguono telefonate frenetiche, a meno di ventiquattro ore dalla gara, con l’obiettivo di mandare qualcuno a Roma ad aiutare la maratoneta. E quando finalmente viene raggiunta, ecco che il problema è già stato risolto. Come? Grazie all’aiuto di Sosina, studentessa universitaria etiope, che, curiosamente, condivideva le stesse vicissitudini dell’atleta, essendo arrivata in Italia con un volo da Addis Abeba e poi avendo dovuto fare i conti con lo sciopero Alitalia e l’impossibilità di imbarcarsi al sabato per raggiungere il Veneto. Svolto un nuovo test Covid, le due ragazze si stavano infatti preparando a salire sul treno Fiumicino-Roma Termini per poi spostarsi a Padova su un Italo. Sosina ha infatti deciso di aiutare Tusa, che non aveva abbastanza soldi con sé, pagandole il biglietto. Le due sono giunte alla stazione di Padova sabato sera alle 18.25. Ovviamente, appena in Assindustria Sport si è saputo quanto era successo, si è provveduto a rimborsare Sosina e a ringraziarla per quanto fatto.

Il lieto fine, come ormai noto, c’è stato. Tusa Rahma, che pure aveva dormito pochissimo nelle notti precedenti, è stata accolta dallo staff gialloblù in stazione e accompagnata in albergo ad Abano Terme, dove si è fatta una doccia, ha cenato ed è andata a dormire. Domenica 26 settembre, alle 8 e 30, era puntualmente al via della mezza maratona. E non si è limitata a partecipare, ma l’ha vinta, migliorando il record della corsa, portato a un’ora 09’06” (più di un minuto in meno rispetto all’ora 10’08” dell’ugandese Chekwel siglato nel 2019, precedente primato). Come si dice: tutto è bene quel che finisce bene.


Nella foto (di Massimo Bertolini) Tusa Rahma sul traguardo di Prato della Valle