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Il bilancio della raccolta fondi organizzata in occasione dell’evento dello scorso 22 aprile: più che raddoppiati i 30 mila euro del 2017. Il presidente di Assindustria Sport Leopoldo Destro: «Un grandissimo risultato. E nella prossima edizione, fissata per il 28 aprile 2019, il percorso che abbiamo avviato potrà offrire frutti ancora più rilevanti»


La corsa solidale della Padova Marathon non si è fermata lo scorso 22 aprile. Molti dei progetti lanciati dalle associazioni rimarranno ancora aperti per qualche settimana, continuando a raccogliere fondi, ma già ora è possibile stilare un primo bilancio, più che lusinghiero: 48.776 euro sono stati ottenuti attraverso il Charity Program organizzato con il supporto di Rete del Dono, ma si arriva a circa 78 mila euro considerando la vendita diretta di più di 3.000 pettorali di Stracittadine (3.008, per la precisione) e prove agonistiche (120), comprati da chi ha voluto partecipare all’evento con la maglia di una delle 23 onlus coinvolte.

Le associazioni che hanno aderito al progetto hanno ricevuto in totale ben 656 offerte online sul portale di Rete del Dono. In un ideale podio, quelle che hanno raccolto di più sono state Piccoli Punti con 15.489 euro (progetto “Ferma il melanoma 2.0”), Fondazione Biomedica Avanzata Vimm con 6.199 euro (“Sfida con noi il diabete!”) e NF Italia, formata da Linfa Onlus e Ananas Onlus, con 5.299 euro (“Diamo la parola ai bambini”).

«Quando abbiamo lanciato la raccolta fondi prima di questa edizione, l’auspicio era raddoppiare i 30 mila euro raccolti nel 2017. A molti sembrava sin troppo ambizioso, invece non solo abbiamo raddoppiato il totale, ma siamo andati molto più in là. Questo risultato dimostra ancora una volta quanto il principio del fundraising sia efficace», afferma Leopoldo Destro, presidente di Assindustria Sport, società che organizza l’evento. «La Padova Marathon, d’altra parte, ha creduto sin dalla nascita nei progetti solidali. Lo ha fatto perché per noi la maratona non è “soltanto” un grande appuntamento sportivo, ma un punto di riferimento per la città e la provincia, nonché una prestigiosa vetrina per le migliori eccellenze del territorio. E l’esempio più fulgido a riguardo è proprio quello delle charities. Oggi sono convinto che sia ancora possibile crescere e migliorare: sono sicuro che nella prossima edizione, fissata per il 28 aprile 2019, il percorso che abbiamo avviato potrà offrire frutti ancora più rilevanti».

A correre nelle prove agonistiche e nelle Stracittadine tantissime persone comuni, ma anche figure molto conosciute che si sono spese in prima persona come testimonial, dall’ex rugbista Mauro Bergamasco al pugile Devis Boschiero, dalla campionessa di karate Sara Cardin alla cantante Aba, passando per Lisa Festa e dall’ex mezzofondista azzurra Nadia Dandolo. Prezioso anche il coinvolgimento di aziende importanti come ABB, a sostegno del Gruppo Polis, Sit, a favore dell’Associazione Luca Ometto, e KPMG, a testimonianza di come anche il mondo dell’impresa si sia dimostrato sensibile al tema, partecipando a queste iniziative o con donazioni dirette a progetti specifici oppure “regalando” la partecipazione ai propri dipendenti e abbinando a questo gesto anche delle donazioni.


Nella foto (di Massimo Bertolini) Anna Archetti di Rete del Dono (prima da sinistra) mentre premia Piccoli Punti, Fondazione Biomedica Avanzata Vimm e NF Italia, le tre onlus che hanno raccolto di più prima della maratona: tutte e tre si sono confermate sul podio anche dopo il 22 aprile

Emozionante volata finale vinta dall’atleta eritreo sul keniano Maina. L’etiope Mekasha e la portoghese Costa migliorano il primato di maratona e mezza. Oltre 20 mila i partecipanti alle Stracittadine. Il presidente di Assindustria Sport Leopoldo Destro: «È stata una festa, tecnica e popolare»


Anche se non corre più, in un certo senso ha vinto ancora lui. Ruggero Pertile saluta l’affermazione del suo allievo Mogos Shumay, primo atleta eritreo a imporsi nella Padova Marathon (in 2 ore 12’23”). Ma la 19^ edizione dell’evento organizzato da Assindustria Sport si chiude con altri due risultati da copertina: l’etiope Waganesh Mekasha migliora il primato della gara femminile tagliando il traguardo in 2 ore 29’18” (il precedente, della keniana Florence Kepsoi, era datato 2011: 2 ore 29’25”), con l’italiana Rosalba Console terza in 2 ore 37’26”; la portoghese Sara Catarina Costa Pontes Ribeiro fa lo stesso nella mezza in un’ora 15’50” (precedente un’ora 16’09”, della keniana Jackline Atudonyang, del 2017). A completare il quadro, il successo nella mezza maschile del keniano Victor Kiplimo in un’ora 02’57”.

Vibrante la prova maschile. Il gruppo dei favoriti passa compatto in un’ora 5’ a metà percorso, a Teolo, e poi in un’ora 33’30”al trentesimo chilometro. All’ingresso nel comune di Padova (34° chilometro) rimangono in tre: i keniani Stephen Omiso Arita, Paul Maina e Shumay. Arita è il primo a staccarsi, ma il finale è combattuto: Shumay allunga su Maina a un paio di chilometri dal traguardo, guadagnando una quarantina di metri; Maina si rifà sotto e lo affianca in Piazza dei Signori; Shumay riaccelera all’altezza della Basilica del Santo («Un’accelerazione da pistard», afferma, scherzando ma non troppo, “Rero” Pertile, che ha seguito la prova in bicicletta) e, stavolta, non viene più ripreso.

Shumay sino a questa gara aveva un personale di 2 ore e 16’, realizzato correndo da pacer a Sidney, ma completando comunque la prova. Per lui, seguito da Pertile da un paio di mesi, il miglioramento è netto: «Un consiglio che mi ha dato Ruggero? Di stare dietro, attaccato ai primi, e poi, di provare ad aumentare il ritmo nella parte finale, quando la gara sarebbe entrata nel vivo. In un certo senso questa era un test per me e credo di averlo superato bene, ora voglio continuare a dedicarmi alla maratona».

È soddisfatta anche Rosalba Console, terza in una maratona femminile etiope per il primo e il secondo gradino del podio: «È stata davvero difficile, un po’ per il caldo, un po’ perché pesava il ritiro a Milano di due settimane fa. Ho voluto stringere i denti e non buttare la preparazione svolta. Sono contenta di essere tornata a Padova dopo un bel po’ di anni perché ricordo bene la mia vittoria del 2001, era la mia prima maratona, difficile dimenticare quel giorno. Ora c’è un terzo posto importante, perché giunto in un momento difficile della mia carriera».

Nella gara paralimpica, infine, si interrompe dopo tre edizioni il dominio del britannico Justin Levene, stavolta “soltanto” secondo, dietro al fiorentino Diego Gastaldi, che guadagna punti importanti in ottica Grand Prix Fispes.

Ma all’aspetto tecnico si unisce quello popolare: 3.543 gli atleti che hanno tagliato il traguardo nelle due prove agonistiche, più di 20 mila i partecipanti alle Stracittadine. «Un vero fiume umano», sottolinea il presidente di Assindustria Sport Leopoldo Destro. «Ma all’aspetto popolare si associa quello tecnico: credo che i due record nelle gare femminile, soprattutto considerando il caldo di questa giornata quasi estiva, meritino di essere messi in copertina. Girando lungo il percorso ho notato anche una grande partecipazione del pubblico, con una straordinaria accoglienza riservata agli atleti qui al traguardo, certo, ma anche a Rubano, Selvazzano, Teolo e Abano».

RAI SPORT, “RERO” PERTILE DEBUTTA DA COMMENTATORE. Una sintesi di 45 minuti della Padova Marathon andrà in onda su Rai Sport martedì 24 aprile dalle ore 21, con il racconto di Luca Ginetto accompagnato dal commento tecnico di Ruggero Pertile, che debutta in questa nuova veste.

RISULTATI ONLINE. Tutti i risultati della Padova Marathon sono disponibili al link https://www.endu.net/events/id/39250/results.

CLASSIFICHE. Uomini: 1. Solomon Mogos Shumay (ERI) 2h12’23”, 2. Paul Maina (KEN) 2h12’35”, 3. Arita Sthephen Omiso (KEN) 2h15’49”, 4. Robert Ndiwa (KEN) 2h19’35”, 5. Luca Parisi (Acsi Campidoglio Palatino) 2h28’27”, 6. Tommaso Manfredini (Mds Panariagroup) 2h28’31”, 7. Matteo Vecchietti (Atl. Valle di Cembra) 2h35’27”, 8. Stefano Meroni (Martesana Corse) 2h36’17”, 9. Alessio Loner (Atl. Valle di Cembra) 2h36’29”, 10. Massimiliano Strappato (Atl. Amatori Osimo) 2h37’29”.

Carrozzine Olimpiche: 1. Diego Gastaldi (Sport No LImitis Firenze) 1h45’40”, 2. Justin Jaymes Levene (GBR) 2h01’38”, 3. Alessandro Cicu (Asd Sa. Spo) 2h20’52”.

Mezza maratona: 1. Victor Kiplimo (KEN) 1h02’57”, 2. Rodgers Mayo (KEN) 1h04’09”, 3. Shume Tafa Desta (ETI) 1h04’53”, 4. Sammy Kipngetich (KEN) 1h05’22”, 5. Ousman Jaiteh (GAM) 1h07’06”, 6. Anthony Ayeko (UGA) 1h07’26”, 7. Khalid Jbari (MAR/Athletic Club 96 Alperia) 1h07’51”, 8. Rok Puhar (SLO) 1h08’13”, 9. Mitja Krevs (SLO) 1h08’56”, 10. Nelson Wakana (UGA) 1h09’20”.

Donne: 1. Waganesh Amare Mekasha (ETI) 2h29’18”, 2. Genet Wendimagegnehu Getaneh (ETI) 2h36’36”, 3. Rosaria Console (FF.GG.) 2h37’26”, 4. Nikolina Stankovic Sustic (CRO) 2h45’18”, 5. Federica Schio (Atl. Lupatotina) 3h02’20”, 6. Rachel Elaine Burgess (GBR/Podistica Pontelungo Bologna) 3h06’39”, 7. Katia De Angelis (Collection Atletica Sambenedettese) 3h10’18”, 8. Laura Brenna (Maneraranners) 3h10’57”, 9. Katja Martinsek (SLO) 3h11’53”, 10. Giovanna Sansoni (Boomerang Runners) 3h18’09”.

Mezza maratona: 1. Sara Catarina Costa Pontes Ribeiro (POR) 1h15’50”, 2. Alice Mogire Kemunto (KEN) 1h18’04”, 3. Mary Joy Tabal (PHI) 1h18’58”, 4. Silvia Rampazzo (Tornado) 1h20’43”, 5. Sonia Lopes Conceicao (Boscaini Runners) 1h22’46”, 6. Lisa Migliorini (Runner Team 99) 1h27’25”, 7. Carla Mazza (Asd Piano ma arriviamo) 1h29’05”, 8. Giulia Tardivello (Cus Udine) 1h29’45”, 9. Sara Brombin (Tornado) 1h30’33”, 10. Giulia Bellini (Atl. Corriferrara) 1h31’15”.


Nelle foto (di Massimo Bertolini e Matteo Menapace) alcune delle immagini più significative della giornata

Domenica 22 aprile la XIX edizione dell’evento: le dichiarazioni dei protagonisti. Piccoli Punti vince il premio di Rete del Dono, la scuola Teresianum il concorso Alì. Il presidente di Assindustria Leopoldo Destro: «4.400 atleti nelle prove agonistiche, almeno 20 mila partecipanti nelle Stracittadine». Ruggero Pertile: «Attenti a Mogos, vi stupirà». Anna Incerti: «Che bello correre con mia figlia Martina»


Tutto è pronto per la Padova Marathon, in programma domenica 22 aprile. Alla vigilia della gara l’Expo Village ha ospitato la conferenza stampa con i top runners.

«Al via, fra le due prove agonistiche, avremo oltre 4.400 atleti, provenienti da 51 diverse nazioni: mai ne abbiamo avute così tante. Sono invece già stati acquistati 18 mila pettorali per i partecipanti alle Stracittadine non competitive, ma le vendite sono ancora aperte. Ci aspettiamo un’adesione record», ha sottolineato il presidente Leopoldo Destro, affiancato, tra gli altri, da Massimo Finco, presidente di Confindustria Padova, Enoch Soranzo, presidente della Provincia di Padova, Diego Bonavina, assessore allo sport del Comune di Padova, Franco Conzato, direttore di Promex, Maurizio Menin, delegato regionale Fispes, Antonella Munaro, consgiliere nazionale Fispes, Sergio Baldo, direttore tecnico Fiamme Oro, e Marco Canella, responsabile finanziario Alì.

La parola è poi passata ai top runners, che si giocheranno la vittoria nella prova principale, al via alle 8.45 dallo Stadio Euganeo, e nella mezza maratona, che scatterà da via Previtali, ad Abano Terme, alle 10.05.

Nella gara femminile sui 42,195 chilometri da seguire l’azzurra Rosaria (meglio conosciuta come Rosalba) Console, che torna sulle strade della maratona che l’ha lanciata, per sfidare l’etiope Genet Getaneh. «Ho un bellissimo ricordo di questa maratona: è stata la mia prima, e l’ho vinta. In particolare ho in mente l’emozione di quando ti si spalanca davanti Prato della Valle. Spero di rivivere quelle sensazioni, se oggi ritorno è perché questa piazza mi è rimasta nel cuore. E a chi corre la maratona per il piacere di esserci dico di godersi ogni chilometro, perché è una gara magica, anche se bisogna sapersi gestire».

In campo maschile, probabile sfida tra i keniani Robert Ndiwa, Paul Maina e Stephen Omiso Arita, attenzione però all’eritreo Mogos Shumay, allenato da Ruggero Pertile, che garantisce per lui: «Ha margini di crescita enormi e può già correre sotto le 2 ore e 10’».

Nella mezza maratona l’uomo da battere è il keniano Rodgers Maiyo, ma dovrà guardarsi dall’etiope Desta Shume Tafa e dagli ugandesi Nelson Wakama e Anthony Ayeko. In campo femminile spicca la keniana Alice Mogire Kemunto, ma il “personaggio” è Mary Joy Tabal, la prima maratoneta filippina a qualificarsi a un’edizione dei Giochi Olimpici, a Rio 2016. Occhio, però, anche alla portoghese Sara Catarina Ribeiro.

Ma ci sarà una bella sorpresa anche nella Stracittadina da 10 chilometri. Anzi, una tripla sorpresa a tinte azzurre: a impreziosire la più lunga delle tre corse non competitive al via alle 9.15 da Prato della Valle ci saranno Anna Incerti, campionessa europea nella maratona a Barcellona 2010 e finalista ai Giochi di Pechino e Londra: «Il prossimo anno prometto che mi vedrete al via in una delle prove agonistiche. Quest’anno, invece correrò la Stracittadina con un’avversaria d’eccezione, mia figlia Martina. Ma non sarò la sola mamma: ricordo l’anno scorso tante splendide famiglie lungo le strade della città». Con lei l’argento dei Mondiali di Mosca e degli Europei di Zurigo Valeria Straneo: «So che ci sarà tantissima gente, sarà ancora più divertente». In più, a tifare per loro ci sarà la versatile Sara Dossena, plurimedagliata a livello nazionale e internazionale sia come triatleta che da atleta: non potrà correre a causa di un problema al piede, ma farà da madrina delle Stracittadine. «Ma sarà bello stare insieme e respirare aria di sport».

IL GRAND PRIX FISPES. La Padova Marathon continua a essere un punto di riferimento per il mondo paralimpico: la gara varrà infatti come una delle due tappe del Grand Prix nazionale Fispes (l’altra è stata la Maratona di Roma). La formula della rassegna prevede l’obbligo per gli atleti di partecipare ad almeno una delle due e a un’altra gara, a scelta, nel periodo autunnale.

PICCOLI PUNTI PREMIATA DA RETE DEL DONO. Visto il grande successo del Charity Program, che ha raccolto oltre 40 mila euro (ma sarà possibile continuare a donare anche dopo la maratona), con questa edizione si è voluto premiare le 3 onlus e i 3 fundraiser che più hanno raccolto fondi con il supporto di Rete del Dono. Eccole:

1) Piccoli Punti €. 15.145

2) Fondazione Biomedica Avanzata con € 5.199

3) NF Italia, formata da Linfa Onlus e Ananas Onlus con € 4.553

Piccoli Punti onlus, avendo superato la soglia dei 15.000 euro (e almeno 5 fundraiser con raccolta minima di € 500) si aggiudica il Premio Rete del Dono (€ 1.500 euro in donazione) consegnato dalla dottoressa Anna Archetti.

I migliori fundraiser sono stati:

1. Alessio Palumbo per Piccoli Punti (https://www.retedeldono.it/it/iniziative/associazione-piccoli-punti-onlus/alessio.palumbo/tutti-uniti-per-un-grande-obiettivo)

2. Elaiza Pampagnin Per NF Italia (https://www.retedeldono.it/it/iniziative/neurofibromatosi-italia/elaiza.pampagnin/gesti-e-parole-corrono-assieme)

3. Alice Piccolo per Un Cuore Un Mondo (https://www.retedeldono.it/it/iniziative/un-cuore-un-mondo-padova/alice.piccolo/cardiopatia-mon-amour).

ALÌ PREMIA LA SCUOLA TERESIANUM. Ma correranno la Padova Marathon anche tutti gli alunni delle 65 scuole che hanno partecipato alla terza edizione del concorso “Vota la scuola” abbinato alle Stracittadine e organizzato in collaborazione con il Gruppo Alì. In palio, materiale e apparecchiature didattiche con i “Punti per la scuola”. Nel corso della conferenza stampa il premio è stato assegnato agli alunni della scuola primaria “Teresianum” di Padova, Corso Vittorio Emanuele II, grazie alla capacità dimostrata nel coinvolgere familiari e amici. A ritirarlo, dalle mani di Marco Canella, responsabile finanziario di Alì, una nutrita rappresentanza dei ragazzi e la dirigente scolastica Suor Maria, nel corso della partecipata conferenza stampa alla vigilia dell’evento.

RAI SPORT, “RERO” PERTILE DEBUTTA DA COMMENTATORE. Una sintesi di 45 minuti della Padova Marathon andrà in onda su Rai Sport martedì 24 aprile dalle ore 21, con il racconto di Luca Ginetto accompagnato dal commento tecnico di Ruggero Pertile, che debutta in questa nuova veste.

RISULTATI ONLINE. Tutti i risultati della Padova Marathon di domenica 22 aprile saranno disponibili in tempo reale al link https://www.endu.net/events/id/39250/results.

Nelle foto (di Massimo Bertolini) alcuni momenti della conferenza stampa con i top runners, all’Expo Village della Padova Marathon

Tanti campioni coinvolti, in varie vesti, nell’evento di domenica 22 aprile. Dall’ex rugbista Mauro Bergamasco al pugile Devis Boschiero, dalla campionessa di karate Sara Cardin alla cantante Aba, passando per Lisa Festa, Nadia Dandolo e i campioni del Petrarca futsal


Domenica 22 aprile ci saranno anche loro e, di certo, non passeranno inosservati. Sono i tanti campioni dello sport che domenica 22 aprile saranno, in vesti diverse, impegnati nella Padova Marathon.

Tra loro l’ex campione azzurro di rugby Mauro Bergamasco, che spiega: «Quest’anno riconfermo il mio impegno di testimonial accanto a Team For Children Onlus e lo faccio perché credo fermamente nel lavoro della sua squadra, che sostiene ogni giorno i piccoli eroi e le loro famiglie del reparto di Oncoematologia Pediatrica di Padova. Si preoccupano di farli stare meglio: con materiale scolastico, materiale medico e progetti specifici. E a breve inaugureremo la Teen Zone». Ma per Team For Children si schiererà anche il campione europeo di pugilato Devis Boschiero, impegnato nella mezza maratona che scatterà da Abano: per lui è a tutti gli effetti una tappa di avvicinamento all’incontro che, il prossimo 19 maggio, lo vedrà affrontare il belga Faroukh Kourbanov per il titolo EBU dell’Unione Europea dei pesi superpiuma a Milano. La riconquista della cintura europea è un gradino fondamentale nella carriera di Boschiero e la mezza della Padova Marathon potrebbe se non altro dargli… fiato.

L’Associazione Luca Ometto (dedicata al giovane imprenditore padovano mancato per glioblastoma a soli 41 anni, precursore nel mondo dell’e-commerce, fondando Webster, che con Libreriauniversitaria.it è diventata una delle più importanti librerie on line in Italia) schiera la campionessa italiana di karate Sara Cardin, ma anche Aba, all’anagrafe Chiara Gallana, finalista a X Factor 2013. Entrambe invitano tutti a iscriversi alle Stracittadine e a sostenere il progetto “Regoma”: «Nel 2017 eravamo in 500 e abbiamo colorato la città di arancione, ora vogliamo raddoppiare».

Lisa Festa, modella e scrittrice castellana, che ha raccontato come sia tornata a una vita “normale” dopo un ictus che, secondo i medici, l’avrebbe resa invalida per sempre nel libro “Si, No, Miami”, e che poi in “Sì, Sì, New York!” ha descritto la sua esperienza nella maratona della Grande Mela, sarà testimonial per Soroptimist, e correrà la Stracittadina da 5 chilometri: «Appoggio Soroptimist perché sostiene molti progetti a favore delle donne, tra cui quello di avviare a un mestiere alcune di loro ora in carcere a Venezia. Tutti meritiamo una seconda possibilità: le donne che sono dietro le sbarre sono fragili e devono avere l’opportunità di un futuro migliore. Vi chiedo di sostenere questa idea e di correre assieme, portando in alto i nostri ideali».

Ma in campo, fra i tanti, anche l’ex campionessa azzurra del mezzofondo Nadia Dandolo, per l’Associazione Volontà di Vivere. «Tenacia, resistenza e passione hanno sempre accompagnato la mia carriera da sportiva. Ho affrontato ogni gara con la voglia di correre e di raggiungere l’arrivo. Quest’anno il traguardo della Padova Marathon 2018 avrà un significato particolare per me: domenica 22 aprile parteciperò alla Mezza Maratona ed avrò un ruolo importante – quello di ambasciatore solidale – per una causa altrettanto importante: correrò per l’Associazione Volontà di Vivere a sostegno della creazione di un servizio di ascolto, supporto e prevenzione per i figli dei malati oncologici. Voglio che i miei passi siano di aiuto a loro come hanno aiutato me, quando nella mia vita ho incontrato la malattia, perché continuare a correre mentre lottavo contro il tumore mi ha salvata».

Ma ci saranno anche i campioni dell’Italian Coffee Petrarca (futsal), reduci dal triplete conquistato quest’anno. Ai nastri di partenza della 10km i brasiliani Adriano Foglia (Pallone d’oro di calcio a 5 2003) e Cleber Ricardo, capitano della squadra (nella foto piccola).


Nella foto (di Enrico Cesaro) Lisa Festa, per la Padova Marathon 2018

Domenica 22 aprile alla Padova Marathon atleti da 51 nazioni e da tutti i continenti. Le sfide di don Danilo e don Francesco, le vicende toccanti dei piccoli Matteo e Valentina, ottant’anni e non sentirli per il buon Luigi


Non ci sarà solo la sfida di cartello tra l’azzurra Rosalba Console, che torna a gareggiare nella corsa su strada da cui partì la sua carriera di maratoneta, e l’etiope Genet Getaneh, già oro iridato a squadre nella mezza maratona, e quella fra i keniani Robert Ndiwa e Paul Maina, che animeranno la prova maschile (con l’allievo eritreo di Ruggero Pertile, Mogos Shumay, a fare da terzo incomodo). Sono davvero tanti i podisti che domenica 22 aprile saranno alla partenza dello Stadio Euganeo (alle ore 8.45) o a quella della mezza maratona, da Abano Terme (dalle 10.05). Ne abbiamo scelti alcuni, queste sono le loro storie.

IN GARA 51 NAZIONI. E C’E’ CHI ARRIVA DALLA THAILANDIA

Dire che è un evento sempre più internazionale non è una frase fatta: in totale nelle due prove agonistiche saranno presenti atleti provenienti da 51 Paesi e da tutti i continenti: è un record per la Padova Marathon (nella scorsa edizione erano 41). Le nazioni più rappresentate dopo l’Italia sono, nell’ordine, Stati Uniti, Francia, Olanda e Irlanda. Si segnala la presenza di maratoneti provenienti da Emirati Arabi, Thailandia. Perù, Giappone e Cina.

CORRERE MANTIENE GIOVANI

Correre fa bene. E lo può testimoniare meglio di tutti il padovano Luigi Bandieri, nato il 18 giugno 1937: con i suoi ottant’anni è il più “maturo” tra gli atleti iscritti e sarà al via della mezza maratona ad Abano. In campo femminile la palma spetta alla veneziana Fiorenza Simion. Delle donne non si dovrebbe mai dire l’età, ma se la si precisa, nel suo caso, è solo per farle i complimenti: è nata il 15 febbraio 1943.

IL CUORICINO NUOVO DI MATTEO

Sono davvero tante le segnalazioni raccolte dalle 23 onlus che hanno aderito al Charity Program della Padova Marathon. Tra le storie più toccanti c’è quella del piccolo Matteo Scarazzati, che, è il caso di dirlo, riempie il cuore di gioia:

«Ciao, mi chiamo Matteo! Ho 5 anni e quest’anno alla Padova Marathon ci sarò finalmente anche io! Dico finalmente perché l’anno passato ero l’unico della mia famiglia a non aver partecipato in quanto ero ricoverato in ospedale in attesa del mio nuovo cuoricino.

È stato un periodo lungo e impegnativo ma oggi sto bene, gioco, corro, e sono felice! Il 22 aprile correrò insieme a mia sorella Sara, la mia mamma Rachele e il mio papà Vanni: parteciperemo tutti insieme per sostenere l’Associazione Un Cuore Un Mondo Padova Onlus che ogni giorno aiuta i bambini che, come me, hanno dei cuoricini un po’ difettosi. Vieni anche tu…e prova a prendermi!».

SACERDOTI E… MARATONETI

Indossano con la stessa disinvoltura la tonaca e le scarpe da corsa. Uno è il parroco di Rubano, don Danilo Miotto, che parteciperà anche quest'anno alla Padova Marathon: «Lo sport, e correre in particolare, aiuta a trovare il giusto equilibrio fisico e mentale, a conoscere se stessi e a meditare, può rivelare a ognuno di noi i propri limiti, ma anche le sue potenzialità». Ma non sarà l’unico sacerdote al via. Con lui, sempre nella prova da 42 chilometri, ci saranno anche don Francesco Gallo, sacerdote di Este.

ALI’ IN GARA CON UNA SQUADRA DI 40 ATLETI

Quella per la corsa è una vera e propria passione che accomuna i dipendenti Alì e Alìper. Primo fra tutti a testimoniarlo è, ovviamente, Ruggero Pertile, che partendo dal suo impiego nei supermercati è riuscito a partecipare a tre edizioni dei Giochi Olimpici. Domenica 22 aprile anche il Gruppo Alì sarà in gara: ai nastri di partenza, tra la 42km e la mezza, ci sarà infatti una squadra di 40 podisti, ben 10 più dell'anno scorso. Gli atleti e i tempi da battere sono Mattia Berno, arrivato al traguardo in 3 ore 32’39” nella scorsa edizione, e Nicola Di Tella, che chiuse la mezza in un’ora 32’07”.

VINCENZO E LA PICCOLA VALENTINA

Vincenzo Placida, di Vigonovo, domenica parteciperà alla mezza maratona spingendo la carrozzina della figlia Valentina, dieci anni, affetta sin dalla nascita dalla rarissima sindrome “Cornelia de Lange”. «Lo scorso anno ho partecipato per la prima volta a una gara, la “Corri coi Sarmati” di Vigonovo, ho conosciuto ex atleti importanti come Andrea Longo e Manuela Levorato e mi è venuta voglia di affrontare qualcosa di più serio, seguendo i loro consigli per prepararmi: è così, partiremo in coda alla mezza maratona. Sarà un successo perché avremo l’opportunità di dare un po’ di visibilità a questi bimbi, ma anche un momento di inclusione stupendo per Valentina, che adora stare all’aria aperta».

AD ABANO ANCHE LE FAMIGLIE SMA

In coda alla mezza anche una ventina di genitori di Famiglie SMA, che si alterneranno alla spinta di una carrozzina. «Siamo un’associazione di genitori. Siamo in prima linea, da anni, per combattere una malattia genetica rara che è stata diagnosticata ai nostri figli. Ci siamo uniti, organizzati e non ci siamo arresi, così siamo diventati un gruppo determinato e sempre in prima linea per aiutare le famiglie dei bambini con SMA, l’acronimo di atrofia muscolare spinale, una malattia delle cellule nervose del midollo spinale, quelle da cui partono i segnali diretti ai muscoli».


Nella foto (di Massimo Bertolini) la partenza delle Stracittadine 2017

Da venerdì tre giorni di festa a contorno della Padova Marathon, ecco il programma. Sabato la “festa dei cammini e dei camminatori” nella Basilica del Santo e il concerto dell’Orchestra di Padova e del Veneto al Centro Papa Luciani. Domenica giochi e animazione per bambini con Alì


È partito il conto alla rovescia. Manca ormai pochissimo all’apertura dell’Expo Village in Prato della Valle. Da venerdì pomeriggio alle ore 15 il “villaggio” schiuderà le sue porte, inaugurando così i tre giorni di festa della Padova Marathon.

Si tratta di uno spazio espositivo di circa 2.500 metri quadrati, interamente dedicato al mondo del running, dello sport in generale e del wellness. Un’occasione unica per aziende, sponsor e istituzioni di raggiungere migliaia di persone che ogni anno si riversano in Prato della Valle nel weekend della maratona.

L’Expo, strategicamente situato nella zona arrivo della maratona, rimarrà̀ aperto al pubblico per tre giorni consecutivi, da venerdì a domenica, e sarà̀ principalmente punto di ritiro di pettorali e sacche gara per gli iscritti alla maratona e alla mezza, ma darà anche l’opportunità di acquistare il pettorale delle Stracittadine a chi non è riuscito prenderlo in prevendita nei supermercati Alì&Alìper. Vale la pena di ricordarlo: l’acquisto del pettorale delle Stracittadine dà diritto a sacca ristoro (da ritirare dopo la corsa, in Prato della Valle), assicurazione, assistenza tecnica e medica e, grande novità 2018, la medaglia per tutti i partecipanti.

Ma l’Expo è anche un centro di promozione per gli espositori. Grazie alla vasta tipologia di prodotti e servizi offerti, l’area registra ogni anno un grande afflusso di persone arrivando a contare, nella scorsa edizione, circa 250.000 presenze tra appassionati podisti e semplici visitatori. Qui, solo per citare alcuni degli appuntamenti, sabato mattina alle 11.30 sarà ospitata anche la conferenza stampa dei top runner, con la premiazione del concorso dedicato agli istituti scolastici organizzato in collaborazione con i supermercati Alì e Alìper, e quella delle tre onlus e dei tre top fundraisers che hanno raccolto più donazioni attraverso il portale di Rete del Dono.

Sempre sabato, altri due momenti importanti: dalle 9.30 la Basilica di Sant’Antonio ospiterà la “festa dei cammini e dei camminatori” offrendo un programma che prevede conferenze, visite guidate e testimonianze; alle 17.30 all’Auditorium del Centro Congressi “Albino Luciani” di Padova, l’Orchestra della città guidata dal Direttore musicale e artistico Marco Angius proporrà invece due capolavori quali l’Ouverture dall’opera La Cenerentola di Gioachino Rossini e la Sinfonia n. 7 di Ludwig van Beethoven in un inedito “concerto inclusivo”, in un auditorium senza poltrone, capace di favorire la partecipazione di tutti, anche di persone con disabilità motoria.

Grande attenzione anche ai più piccoli, in particolare grazie ad Alì che, anche quest’anno, porterà in Prato della Valle le sue immancabili Mascotte, laboratori didattici e un’animazione a tema fantasy che coinvolgeranno grandi e piccini per tutta la giornata di domenica 22 aprile. Non potranno mancare gonfiabili, trucca-bimbi, musica e tanti simpatici gadgets. Ma è davvero ricchissimo il programma degli appuntamenti per la tre giorni della Padova Marathon, che mai come per quest’edizione ha saputo coinvolgere l’intero “Sistema Padova”. Nel file in allegato tutti i dettagli.


Nella foto (di Massimo Bertolini) l’ingresso dell’Expo Village 2017

Annunciati i nomi dei top runners della gara di domenica 22 aprile: sfida Ndiwa-Maina fra gli uomini (ma attenzione a Shumay, per cui garantisce “Rero” Pertile). L’azzurra Rosalba Console torna sulle strade della maratona che l’ha lanciata, per sfidare l’etiope Getaneh. E Abano Terme si prepara a una mezza di alto livello: Maiyo vanta un personale da un’ora e 1’, e c’è la prima filippina ad aver gareggiato ai Giochi Olimpici. Ma anche la Stracittadina da 10 chilometri ha le sue big azzurre: Incerti, Straneo e Dossena


Eccoli qui, i protagonisti della Padova Marathon. Sarà ancora una volta un evento agonistico sotto il segno degli specialisti africani, nell’idea di proporre sia nella prova principale che scatterà dallo Stadio Euganeo alle 8.45, sia nella mezza, al via da Abano Terme alle 10.05, gare veloci e di sicuro interesse.

UOMINI: NDIWA CONTRO MAINA, MA “RERO” SCOMMETTE SU SHUMAY. Il miglior tempo d’iscrizione è quello del keniano Robert Ndiwa, che vanta un primato personale di 2 ore 11’02” e che torna in Veneto con ambizioni importanti, dopo essersi imposto alla Verona Marathon nello scorso mese di novembre. Ndiwa, originario di Iten, nella Rift Valley keniana, debutta sui 42 chilometri nel 2018 con l’idea di farsi un regalo anticipato (il 27 aprile compirà 29 anni). Dovrà guardarsi dal connazionale Paul Maina, che ha firmato il suo primato personale (di 20” più alto rispetto a quello di Ndiwa), imponendosi nella maratona tedesca di Münster. Maina sa, peraltro, di valere un tempo migliore di quello realizzato nell’occasione: «Nelle giuste condizioni so di poter correre sotto alle 2 ore e 10’». Arriva dall’Etiopia Asnake Negawo, che ha gareggiato soprattutto nel suo Paese, ma che, quando si è spostato, ha lasciato una traccia importante: nel novembre del 2017 si è infatti imposto nella maratona di Shaoxing, antica città in Cina, su 5 mila concorrenti. Attenzione, però, anche al keniano Stephen Omiso Arita, che ha debuttato sui 42 chilometri l’anno scorso a Buenos Aires, nella maratona più veloce mai corsa in Argentina, da lui chiusa dopo 2 ore 15’41”. La sorpresa potrebbe però essere l’eritreo Mogos Shumay: a scommettere su di lui è uno che qualcosa ne sa… Ruggero Pertile, che, dallo scorso febbraio, lo ha preso sotto la sua ala e lo allena. Ha realizzato il tempo di 2 ore 16’25” del suo attuale primato sulla distanza a Sidney in una gara in cui vestiva i panni del pacer e nella quale, dopo aver svolto il suo compito, ha comunque proseguito fino al traguardo. Di fatto, i frutti della “cura” Pertile si sono visti subito, perché a fine marzo Shumay ha tagliato il traguardo per secondo alla Stramilano, firmando il suo personale nella mezza. «E già oggi vale un tempo sotto alle 2 ore e 10’», garantisce “Rero”. E l’Italia? C’è e sarà rappresentata da Luca Parisi, atleta in ascesa, nella scorsa stagione vincitore della maratona di Latina.

DONNE: CONSOLE, GETANEH E NON SOLO. Un oro alle Universiadi e due argenti ai Giochi del Mediterraneo, Rosaria (meglio conosciuta come Rosalba) Console torna a gareggiare nella maratona che l’ha lanciata, nel 2001, quando, giovanissima, ottenne la sua prima affermazione di prestigio. Sfiderà l'etiope Genet Getaneh, medaglia d’oro a squadre ai Mondiali di mezza maratona del 2008 a Rio de Janeiro con la nazionale etiope. Getaneh ha anche vinto due volte la Great Ethiopian Run nei 10 chilometri, imponendosi sulla scena nazionale, in un Paese che, in quanto a risultati nel fondo e nel mezzofondo, ha pochi eguali. Il suo primato personale di 2h25’38”, realizzato salendo sul podio ad Amsterdam nel 2012, ne fa l’atleta da battere. Proverà a farlo l’etiope Waganesh Amare Mekasha (2h46’08”) già prima a Singapore nel 2014 e spesso protagonista in pista, tanto da aver gareggiato anche in una recente edizione del Golden Gala di Roma nei 5.000. Ma ci proverà anche la croata Nikolina Sustic Stankovic, sul podio a Reggio Emilia nel 2017: si tratta di un’atleta una abituata a macinare chilometri, avendo vinto più edizioni del Passatore e la medaglia d’argento ai mondiali di Ultramaratona del 2016.

MEZZA MARATONA: LA PRIMA FILIPPINA ALLE OLIMPIADI. «Saranno due gare di alto livello, sulla scia della tradizione dell’evento», afferma Giampaolo Urlando, responsabile del cast, ringraziando lo sponsor tecnico Nike per il prezioso supporto. «In più vogliamo riservare un’attenzione particolare alla mezza maratona che scatterà da Abano Terme, attraverso un cast che mette assieme atleti esperti e giovani, che hanno la voglia e le qualità per imporsi».

Qui, in campo maschile, l’uomo da battere è il keniano Rodgers Maiyo (un’ora 01’56” di personale), atleta tanto duttile da imporsi anche al Cross internazionale di Vallagarina del 2016. Dovrà guardarsi dal connazionale Desta Shume Tafa (un’ora 04’14” corso a Huaian, in Cina, nel 2017), dagli ugandesi Nelson Wakama (debuttante) e Anthony Ayeko (un’ora 04’25”, Arezzo - 2017) e dallo sloveno Rok Puhar (un’ora 05’47”, Verona - 2017).

In campo femminile spicca la keniana Alice Mogire Kemunto, forte di un record personale di un’ora 09’57” ma il “personaggio” è Mary Joy Tabal, la prima maratoneta filippina a qualificarsi a un’edizione dei Giochi Olimpici, a Rio 2016. Occhio, però, anche alla portoghese Sara Catarina Ribeiro, valida maratoneta che in carriera ha spaziato fra le più varie distanze, tanto che, nel 2011 ha anche infilato al collo la medaglia di bronzo agli Europei under 23 su pista nei 10 mila metri.

DOSSENA, INCERTI E STRANEO SUI 10. Ma ci sarà una bella sorpresa anche nella Stracittadina da 10 chilometri. Anzi, una tripla sorpresa a tinte azzurre: a impreziosire la più lunga delle tre corse non competitive al via alle 9.15 da Prato della Valle ci saranno Anna Incerti, campionessa europea nella maratona a Barcellona 2010 e finalista ai Giochi di Pechino e Londra, e l’argento dei Mondiali di Mosca e degli Europei di Zurigo Valeria Straneo. In più, a tifare per loro ci sarà la versatile Sara Dossena, plurimedagliata a livello nazionale e internazionale sia come triatleta che da atleta: non potrà correre a causa di un problema al piede, ma farà da madrina delle Stracittadine.

Nella foto (di Massimo Bertolini) Michael Njenga Kunyuga, vincitore della scorsa edizione della Padova Marathon

L’evento organizzato da Assindustria Sport varrà come una delle due tappe italiane della rassegna. Levene, Du Preez e Tomasi protagonisti attesi fra le carrozzine olimpiche


Il Grand Prix paralimpico di maratona passa da qui. Dopo aver assegnato i titoli del campionato italiano nelle varie categorie nelle ultime tre edizioni, la Padova Marathon continua a essere un punto di riferimento per il mondo paralimpico: domenica 22 aprile, infatti, la gara varrà come una delle due tappe del Grand Prix nazionale (l’altra è stata la Maratona di Roma). La formula della rassegna prevede l’obbligo per gli atleti di partecipare ad almeno una delle due maratone e a un’altra gara, a scelta, nel periodo autunnale. A fine anno saranno individuati i vincitori per ogni categoria funzionale.

L’inserimento della Padova Marathon nel Grand Prix, come motivato dalla Fispes, è a tutti gli effetti un premio ad Assindustria Sport. Si tratta di un attestato di fiducia nei confronti della società gialloblù, che all’allestimento della gara ha sempre riservato un’attenzione particolare, ma è anche un riconoscimento a un territorio, quello padovano, che ha sempre destinato uno spazio di primo piano alle prove del movimento paralimpico.

Tre i protagonisti più attesi fra le carrozzine olimpiche. Si parte dal britannico Justin Levene - un primato personale di un’ora 46’20” nella maratona - che si ripresenta al via dopo aver vinto le ultime tre edizioni sul traguardo di Prato della Valle. In carrozzina dopo una lesione al midollo spinale, ha praticato anche il basket giocando nel campionato britannico di Prima divisione. «Lo sport mi ha ridato la voglia di vivere», dice.

Il sudafricano Pieter Du Preez è invece l’uomo che dice: «Impossibile? È un’opinione. Per me IM-possibile significa IronMan possibile». Già, non si può dire che Pieter du Preez, non ami le sfide. E lo dimostra con i fatti: l’8 dicembre 2013 è diventato il primo atleta tetraplegico a completare un Ironman. A Busselton, in West Australia, ha coperto i 226 chilometri della gara (3,8 a nuoto, 180 in handbike e i 42,195 della maratona in carrozzina) in 13 ore e 20’. E a rendere l’impresa ancora più impressionante il fatto che ci sia riuscito dopo essersi rotto un braccio appena sei settimane prima, in un incidente stradale.

Il trentino Mauro Tomasi è invece su una sedia a rotelle dal 2000, dopo un incidente in moto sul Lago di Garda. La sua particolarità è che non partecipa alle sue gare con una carrozzina da gara, ma con la sua carrozzina normale monoguida, che spinge con un braccio solo. Mauro non punta al podio, ma a dimostrare che volendo si possono fare cose che per molti sono impensabili. Un esempio? Di recente ha gareggiato in 10 Ultramaratone da 52,5 chilometri in 10 domeniche consecutive: dal 7 gennaio, al 11 marzo 2018.

E chissà che da loro non arrivino altri risultati di spicco, in una manifestazione che ha già fatto da teatro a quattro record mondiali realizzati da carrozzine e non vedenti: tre sono stati firmati nel 2005 da Francesca Porcellato (paraplegici T53 - un’ora 38’29”), Andrea Cionna (non vedenti T11 - 2 ore 36’02”) e Thomas Geierspichler (tetraplegici T52 - un’ora 46’33”), uno, nel 2006, dallo stesso Geierspichler, primo sul traguardo di Prato della Valle in un’ora 43’45”. Sono trascorsi alcuni anni, ma l’elenco potrebbe allungarsi ancora, magari proprio domenica 22 aprile.

Nella foto (di Massimo Bertolini) Justin Levene primo sul traguardo della Padova Marathon 2017

Il Golf Club “La Montecchia”, a Selvazzano Dentro, ha ospitato il gala dell’evento in programma domenica 22 aprile coinvolgendo 200 ospiti fra autorità, sponsor e campioni. A iscrizioni ancora aperte sono 49 le nazioni coinvolte. Il presidente di Assindustria Sport Leopoldo Destro: «Con il Charity Program abbiamo già superato la cifra raccolta nella scorsa edizione»


Tutto è pronto per una grande edizione della Padova Marathon. A una decina di giorni dall’appuntamento in cartellone domenica 22 aprile il Golf Club “La Montecchia” di Selvazzano Dentro è stato lo splendido teatro dell’annuale Gala dell’evento. Il presidente di Assindustria Sport Leopoldo Destro ha così potuto brindare davanti a circa 200 ospiti, tra autorità, sponsor e sportivi, ringraziando tutti per la preziosa collaborazione nella riuscita di un evento che coinvolge felicemente l’intero “Sistema Padova”.

«Due anni fa ci siamo ritrovati all’interno della Basilica di Sant’Antonio, un privilegio di pochi. Nel 2017 ci siamo invece spostati a Rubano, seguendo il percorso della maratona e scoprendo le peculiarità del Parco Etnografico. Nel 2018 siamo alla “scoperta” di un’altra eccellenza come “La Montecchia”. Lo spirito che ci anima è proprio questo: la voglia di unire all’evento sportivo la valorizzazione del territorio, richiamando sulla città e sulla provincia di Padova l’attenzione del mondo», ha affermato nel corso della serata. «Vi cito un dato che ci rende particolarmente orgogliosi: a iscrizioni ancora aperte, sono già 49 le nazioni che saranno presenti al via con propri atleti, un record per noi. Dopo l’Italia la nazione più rappresentate sono gli Stati Uniti, la Francia e i Paesi Bassi, ma avremo podisti in arrivo persino dal Perù, dalla Thailandia, dalla Cina e dal Giappone. Un italiano su due arriva da fuori Veneto. Cito queste statistiche per far capire quale visibilità dia l’evento e quale apporto al Pil della provincia, pur dovendo fare i conti con un calendario fittissimo di gare importanti in concorrenza: domenica 22 sono contemporaneamente in programma le maratone di Londra, Madrid e Vienna. Non posso ancora svelare dei nomi dei top runners, perché stiamo definendo gli ultimi dettagli, ma ci saranno degli atleti di livello internazionale non solo nella maratona ma anche nella mezza. C’è però un altro numero che voglio citare già ora: con il nostro Charity Program, che dà la possibilità di correre associando alla propria sfida sportiva una sfida solidale, abbiamo già superato i 30 mila euro raccolti nella scorsa stagione: l’obiettivo, ora, è di andare ben oltre».

Non sono mancati i momenti di intrattenimento, con le emozionanti esibizioni del Movie Chorus in apertura di serata e del soprano di Selvazzano Dentro Sara Fanin, su tre arie d’opera, in chiusura. Non a caso il gala, che si è tenuto grazie all’importante contributo del partner KPMG, è stato anche una passerella speciale dedicata ad altri tre giovani talenti del territorio come Marta Ricci, campionessa di fioretto più volte in maglia azzurra, Giovanni Scalabrin, vincitore delle Olimpiadi nazionali delle Lingue e Civiltà Classiche organizzate dal Ministero dell’Istruzione, e Riccardo Gastaldello, giocatore del Petrarca Calcio a 5.

Molti gli interventi, tra cui quello del sindaco di Selvazzano Dentro e presidente della Provincia di Padova Enoch Soranzo, del sindaco di Padova Sergio Giordani, del presidente della Camera di Commercio Fernando Zilio e del presidente di Confindustria Padova Massimo Finco, che ha chiuso l’incontro sottolineando: «La Padova marathon è lo specchio di una città che vuol essere sempre più dinamica, globale, attrattiva. Vuol essere anche aperta e innovativa, aperta alla visione della città metropolitana, di quella Grande Padova che il percorso della Maratona in parte abbraccia ed esalta e che è la nostra sfida. Noi imprenditori ce la stiamo mettendo tutta. Con senso civico e responsabilità sappiamo far correre Padova non solo il 22 aprile, ma tutti i 365 giorni dell’anno. Un grande fiume di entusiasmo ed energia che non si deve fermare».


Nelle foto (di Massimo Bertolini) alcuni momenti della serata al Golf Club “La Montecchia”

Lo staff di Assindustria Sport Padova ha risegnato il percorso della gara di domenica 22 aprile. Ogni podista si troverà così nelle migliori condizioni per esprimersi


È un appuntamento ormai consueto. A pochi giorni dall’evento Luca Zampieri, responsabile dello staff operativo della Padova Marathon, chiama all’opera i suoi uomini. Le abitudini sono rodate negli anni: sveglia prima dell’alba, per non incappare nel traffico, e maniche tirate su, perché di strada da fare ce n’è tanta.

Al lavoro con lui anche Gino Corrocher, Samuele Pastore e Danilke Ramith Perera. Ma a scortarli anche il commissario Gabriele Scantamburlo e il vicecommissario Giorgio Zanetto, della Polizia Provinciale, che gentilmente ha vigilato sull’operazione. Per l’esattezza i chilometri da coprire erano 42,195, quelli che separano lo Stadio Euganeo da Prato della Valle a Padova, se si passa per Rubano, Selvazzano Dentro, Teolo e Abano Terme, vale a dire per i comuni interessati dalla gara in programma domenica 22 aprile. Già, perché la “missione” che li ha visti all’opera è l’annuale segnatura del percorso, chilometro dopo chilometro, rintracciando i segni lasciati sull’asfalto quando è stata eseguita la misurazione ufficiale dell’Aims-Iaaf (Association of International Marathons and Distance Races).

Che quello della Padova Marathon sia tra i percorsi più belli in Italia lo testimonia l’entusiasmo riscosso nelle ultime due stagioni, da quando è stato ridisegnato completamente andando a toccare l’area termale. E che sia ideale per cercare il “tempo” lo confermano i tempi fatti registrare dagli atleti: anche nella scorsa edizione vale la pena rimarcare come sia stato migliorato uno dei quattro primati delle prove agonistiche in programma, quello della mezza maratona femminile, con la keniana Jackline Atudonyang capace d’imporsi in un’ora 16’09”. Adesso, oltre a essere veloce, il percorso ha anche i chilometri freschi “di stampa”. E allora non resta che infilare le scarpe da ginnastica e… correre.


Nelle foto alcuni momenti della segnatura del percorso