La storia

La Maratona di Padova nasce nel 2000, per celebrare il Giubileo. Il suo percorso, nelle prime 11 edizioni, prevede la partenza da Vedelago, in provincia di Treviso, e l’arrivo a Padova, in Prato della Valle.
Alle spalle dell’evento c’è l’esperienza maturata sul campo da Assindustria Sport grazie all’organizzazione di un evento internazionale come il Meeting Città di Padova di atletica leggera. Proprio quel bagaglio è uno dei segreti del successo della gara, capace di offrire da subito servizi di alto livello al primo dei top runners come all’ultimo classificato.

Ma dietro alla sua crescita ci sono anche i tanti volontari che, con il loro impegno, fanno sì che tutto questa sia possibile. C’è un pubblico appassionato, che sostiene gli atleti dal primo all’ultimo metro. C’è la cura per i piccoli dettagli che rendono più “facile” correre per 42,195 chilometri. C’è la chiusura “blindata” al traffico. E c’è la capacità di far sbocciare talenti come Migidio Bourifa, Giovanna Volpato, Marcella Mancini, Vincenza Sicari e Ruggero Pertile, i cui nomi impreziosiscono l’albo d’oro dell’evento.

Nella “ricetta” della Maratona c’è poi la capacità di evolversi e sapere intercettare l’interesse di nuovi appassionati. Tre, in particolare, i momenti da citare: la mezza maratona Camposampiero-Padova introdotta dal 2009, in occasione della decima edizione dell’evento; la svolta del 2011, con il primo cambio di percorso della gara da 42,195 chilometri – e la partenza spostata a Campodarsego –; infine l’evoluzione dell’edizione 2016, con partenza e arrivo a Padova per la prova principale, dopo essere transitati attraverso i comuni di Rubano, Selvazzano, Teolo e Abano Terme, e la mezza maratona che scatta proprio da Abano.