TUTTI DI CORSA CON FRECCIA

La diciottenne Alice Baldassa racconta la storia della mascotte della Maratona S.Antonio. «Sono stata io a darle un nome, dodici anni fa. E domenica 17 aprile sarò a incitare gli atleti: sono davvero contenta che la corsa passi per Rustega, davanti a casa mia»


E’ un simpatico coniglio blu di pelouche e accompagna gli atleti della Maratona S.Antonio dalla prima edizione. Tutti lo conoscono, perché mette di buon umore solo a guardarlo e perché è diventato, di anno in anno, anche il simbolo dei progetti di solidarietà che la maratona sostiene. E’ Freccia, la mascotte della corsa su strada padovana. Un nome più che appropriato, nato dalla fantasia di una bambina di Rustega, Alice Baldassa, che oggi ha diciott’anni. Ed è curioso pensare che nessuno, quando la maratona è nata ufficialmente, avrebbe mai immaginato a un coinvolgimento così intenso del territorio camposampierese dodici anni dopo.

«E invece sono davvero contenta di vedere che la gara ora passa anche davanti a casa mia – afferma la stessa Alice, che racconta con piacere come è nato il nome della mascotte – Era il 1999 e all’epoca avevo solo sei anni e frequentavo le scuole elementari di Camposampiero. Ricordo che le maestre ci mostrarono il coniglietto e ci spiegarono che tutti gli alunni sarebbero stati coinvolti in un concorso per trovargli un nome. Ma doveva essere un nome speciale, che ricordasse il mondo della corsa e che restasse facilmente impresso in mente. E così ci ho pensato un po’ e ho proposto Freccia. Qualche giorno dopo ho saputo che l’idea era piaciuta». All’epoca furono circa 600 i bambini delle scuole elementari del Camposampierese coinvolti nel concorso. Freccia ha ispirato a sua volta anche una canzone, scritta dagli studenti della classe II B della Scuola Media «Doria» di Roncaglia e musicata dal professor Gian Pietro Pendini.

«Ancora oggi – continua Alice – le ex compagne di classe che frequento hanno tutte Freccia con sé in casa. E io conservo gli articoli di giornale che parlavano del nome della mascotte e ho ancora videoregistrata la cassetta della sera in cui sono stata ospite di una trasmissione in tivù assieme allo staff di Assindustria, per presentare il pelouche. E’ stato un periodo divertente». Oggi Alice frequenta l’istituto tecnico Pertini di Camposampiero, indirizzo turistico, e racconta che in futuro le «piacerebbe trovare un lavoro nell’ambito sociale, magari che avesse a che fare con le lingue, ma è ancora presto per avere le idee chiare».

Di sport ne ha cambiati un bel po’, dedicandosi alla pallavolo, al nuoto, al tennis, persino al calcio e, ovviamente all’atletica, praticata negli anni delle medie. «Ho fatto qualche campestre, ma gare lunghe come una maratona mai – sorride – Però nel mio piccolo sono sempre rimasta legata alla Maratona di Padova, andando in strada a tifare. E domenica 17 aprile sicuramente non mancherò di sostenere i podisti che affolleranno questa edizione. Dato che il nuovo percorso che parte da Campodarsego passa anche nella mia frazione, a Rustega, nel comune di Camposampiero, ho già controllato quali strade imboccherà per sapere come muovermi ed essere presente». Con lei, morbido e sorridente, ci sarà pure Freccia. E per lui sarà quasi un ritorno sulle strade di casa.


Nella foto Alice Baldassa assieme a Freccia