BUONA FORTUNA RUGGERO!

Alla vigilia della partenza per il Giappone, dove domenica 4 marzo correrà la maratona di Lake Biwa, Pertile ha ricevuto l’«in bocca al lupo» di Federico de’ Stefani, presidente di Assindustria, e Gianni Canella, dirigente di Alì. L’azzurro: «Ci sono le condizioni ideali per realizzare un grande tempo e potrò recuperare in vista dei Giochi Olimpici di Londra»

In Oriente ha corso la sua ultima maratona. E, dall’Oriente, ha scelto di ripartire. Nell’immediato futuro di Ruggero Pertile c’è la Lake Biwa Marathon, in programma domenica 4 marzo a Otsu, in Giappone, esattamente a sei mesi di distanza dai Mondiali di Daegu, in Corea, che il campione di Assindustria Sport Padova chiuse all’ottavo posto, primo europeo in una rassegna in cui Kenya ed Etiopia, nazionali leader della specialità, schierarono ognuna cinque atleti e non i tre che abitualmente presentano ai grandi eventi internazionali. Per l’azzurro di Villanova di Camposampiero, peraltro, questo è un ritorno, dopo avere già corso a Otsu nel 2005, quando fu ottavo. A pochi giorni dalla partenza, ha ricevuto l’«in bocca al lupo» di Federico de’ Stefani, presidente di Assindustria, e Gianni Canella, responsabile marketing dei supermercati Alì, che sono andati a trovarlo mentre si allenava allo stadio Colbachini di Padova.

«Ho scelto questa gara perché si tratta di una delle prove più competitive e meglio organizzate al mondo, come so per esperienza personale – spiega Pertile, che partirà dall’Italia lunedì 27 febbraio, l’anticipo necessario per smaltire le 11 ore di aereo e il fuso – Dovrei trovare le condizioni ideali per provare a migliorare il mio primato personale e scendere sotto alle 2 ore e 09’, tempo che so di valere. E poi, mi serviva una gara che cadesse con un certo anticipo rispetto ai Giochi Olimpici di Londra e, in questo senso, la Lake Biwa Marathon mi dà modo di recuperare la condizione per l’appuntamento del 12 agosto».

Nel paese del Sol Levante Ruggero troverà un cast di altissimo livello, capitanato dal keniano Nicholas Manza Kamakya, che nel 2011 ha fermato il cronometro dopo 2 ore 06’34” ad Amsterdam, con l’etiope Bekana Daba (2 ore 07’04”, Houston 2011) e il marocchino Abdellah Taghrafet (2 ore 08’21”, Bilbao 2011) subito a ruota. «Ma ci sono anche alcuni dei migliori specialisti di casa, che affronteranno la gara, ad invito, come qualificazione nazionale per andare ai Giochi: sono atleti che vivono la corsa con grande disciplina e che hanno un primato sotto alle 2 ore e 10’. Gli organizzatori hanno garantito la presenza di tre lepri che assicureranno un ritmo sotto ai tre minuti al chilometro: insomma ci sono le premesse per realizzare una bella prestazione».

Ruggero arriva a Otsu di ritorno dal raduno svolto al centro federale di San Vincenzo, a sua volta preceduto dalle quattro settimane trascorse in Kenya, sull’altopiano di Eldoret. «E’ la sesta volta che ci torno: ormai ho trovato una mia regolarità in questo tipo di esperienza, che mi permette di “respirare” atletica, in un paese in cui ha il valore che qui da noi ha il calcio. Ho potuto confrontarmi direttamente con la voglia di emergere che hanno gli specialisti del posto e non mancherò mai di ringraziare Assindustria e Alì, la catena di supermercati che da sempre mi sostiene e che mi permette di affrontare questo tipo di stage».

A salutarlo, anche de’ Stefani, guida della società gialloblù: «Siamo orgogliosi di essere rappresentati da un atleta come Ruggero – ha sottolineato – che in otto anni, dalla vittoria di Roma 2004, passando per il successo nell’edizione 2006 della Maratona S.Antonio, si è affermato a livello internazionale, diventando il più forte specialista italiano in attività». «Grazie a lui – ha aggiunto Canella – la passione per la corsa si è trasmessa anche all’interno della nostra azienda, tanto che abbiamo persino istituito un premio, il Trofeo Alì, per i nostri dipendenti-podisti che partecipano alla Maratona di Padova. Oggi siamo tutti uniti a tifare per lui, che tiene in alto i nostri colori in giro per il mondo».


Nella foto Ruggero Pertile al centro tra Federico de’ Stefani e Gianni Canella