News Archivio April 2011 · Page 2

Intervento di don Marco Pozza (giovane parroco vicentino che ha innovato il modo di predicare il Vangelo guadagnando l'attenzione dei media nazionali), scritto per la Maratona S.Antonio

Per il mondo dell'atletica sono il gotha della maratona mondiale: nomi che solo a pronunciarli mettono nostalgia e un pizzico d'invidia per quelle doti che fanno di loro gli dei nell'olimpo sportivo: se l'atletica è una religione, loro sono gli apostoli di una novella chiamata ad evangelizzare il pianeta. Non prestare loro ascolto, come nella tradizione biblica, significa soccombere sotto il peso della propria superbia. Perchè laddove manca la sana competizione nemmeno il talento cristallino si sente costretto a migliorarsi. Li cercano a suon di quattrini, se li contendono le più importanti maratone del mondo, grazie a loro il limite dell'uomo bianco è costretto a non sentirsi sazio. Come sarebbe stata triste la Maratona di Sant'Antonio – un santo venerato anche nella Rity Valley dove loro tengono casa – senza di loro, i grandi atleti etiopi e kenioti che sanno dare lustro e spettacolo alle competizioni internazionali.
Qualcuno – degno rappresentante di una politica fondata sulle provocazioni e sulle sparate (purtroppo non solo metaforiche) – mesi fa avanzò la proposta di non finanziare la maratona di Padova perchè partecipano e vincono “atleti africani o comunque extracomunitari in mutande”. Quel giorno leggendo i giornali pensammo davvero che un ossicino o qualche oseleto fosse entrato nel cervello anziché nella gola di quell'uomo alquanto bizzarro. Perchè ci vorrebbe l'umiltà di un elefante dentro ad un negozio di Swarovski definire “extrcomunitario in mutande” un atleta come Hailè Gebrselassie (unico uomo al mondo ad essere sceso sotto le 2 ore e 4 minuti nella Maratona), Martin Lel, Samuel Wanjiru, Abel Kirui e Ben Chebet. Sarebbe un po' come boicottare la teoria della relatività solo perchè firmata da Albert Einstein che, non ci stupiremmo, potrebbe di questo passo essere definito “sporco nazista” solo perchè tedesco. O ignorare le poesie di Marquez solo perchè “terzomondiale”.
L'ignoranza di costui domenica sarà vinta dall'entusiasmo di tutti quegli appassionati che ogni giorno invadono gli argini della nostra splendida città alla ricerca di un sogno che non è necessariamente la gloria: una boccata d'ossigeno, una distensione della mente, un ritrovare la serenità perduta. S'allenano per mesi, inanellano piccole rinunce e costruiscono sfide amicali, si pongono un limite per il solo gusto d'avvicinarsi e contemplarne il seguito. Un giorno la politica capirà – magari dando l'esempio pure alla Chiesa – questa nuova religione laica ch'è la pratica della corsa, una forma di ascesi che costringe l'uomo ad andare alla ricerca delle motivazioni più profonde per risalire verso l'alto delle sue capacità e raggiungere quella forma di estasi sportiva che, fosse anche solo per un secondo, ripaga di mille sacrifici fatti sotto il sole d'agosto o il ghiaccio dicembrino. Assindustria a Padova è un nome nobile e rispettato e nella sua scuderia annovera campioni e campionesse venute da lontano. Giustamente ne sono gelosi e ne proteggono la classe, ma ci piace pensare che dietro a tutto ciò ci sia la ricerca continua del meglio sul quale investire. Forse non c'è nessun altro popolo oltre quello africano che nella maratona possa dare ragione di una bellissima frase del film “Momenti di gloria” quando il protagonista esprime in un concetto il senso stesso della sfida: “credo nella ricerca della perfezione e io porto l'avvenire con me”. Avvenire che stavolta – peccato per i “celoduristi” – ha il volto colorato di nero. E noi domenica saremo orgogliosi di guardarli con un pizzico di emozione e scoprire che dietro quella velocità è nascosta l'arma del loro riscatto. Che, peccato per il consigliere, val ben più di un bicchiere di Rabosello e di una “Scolopax rusticola” (traduciamo per i puristi del veneto scolastico: “beccaccia”).

Don Marco Pozza

L’atleta ascolano si presenta per la prima volta al via della gara padovana dopo essersi imposto due volte a Treviso. «La condizione c’è, conto in una giornata adatta e nel tifo del pubblico. I Mondiali? E’ ovvio pensarci ma preferisco fare un passo alla volta»

Sulla carta d’identità c’è scritto che è nato a Dernbach, in Germania. In realtà è italiano. Italianissimo. Tant’è che vive in un paese che si chiama Centobuchi, in provincia di Ascoli Piceno, con la moglie Veronica e i figli Nicolò, di 4 anni, e Mattia, di 2. Parliamo di Denis Curzi, l’uomo che ha il compito di rappresentare i colori azzurri nella dodicesima edizione della Maratona S.Antonio, in cartellone domenica con partenza da Campodarsego e arrivo in Prato della Valle, a Padova.

«E’ il mio debutto a Padova, anche se in realtà ci ho già gareggiato in pista, ai campionati italiani del 2007, sui 10.000 metri – racconta il portacolori dei Carabinieri, in carriera capace di imporsi due volte nella Treviso Marathon, nel 2005 e nel 2008 – Ci tornerò da venerdì e sarà l’occasione buona per conoscere meglio la città. Ci arrivo in buone condizioni, ho avuto un piccolo intoppo a marzo ma poi le gambe hanno ripreso subito a girare, come ho potuto appurare anche alla mezza maratona di Imperia corsa assieme a Pertile, e credo di poter fare qualcosa di buono. Mi hanno detto che il pubblico sa essere molto caloroso con gli atleti e conto nel suo incitamento, ce ne sarà bisogno».

Nella Maratona S.Antonio potrebbe trovare un buon trampolino di lancio in vista dei Mondiali, in programma in Corea dal 27 agosto al 4 settembre. «Ma io amo fare un passo alla volta – continua Curzi, che ha un primato personale di 2 ore 11’17” – E’ chiaro che quella dei Mondiali è una bella prospettiva ma ho abbastanza esperienza per non sbilanciarmi troppo, non fosse altro per una questione di scaramanzia. Che gara mi attendo? So che ci sono alcuni atleti keniani forti come Chebet e Kimeli e l’etiope Tadese: quello che mi auguro è che nessuno provi a forzare il ritmo imponendo bruschi strappi alla corsa. Io cercherò di correre con regolarità, sperando che le condizioni meteo ci aiutino: so che è prevista una giornata con temperature non troppo alte, la condizione ideale per andare bene».

Di sé dice di essere una persona «testarda e che ha forte determinazione nel raggiungere i propri obiettivi». Si reputa anche un uomo fortunato, perché «purtroppo in Italia non è facile essere atleti professionisti nei cosiddetti “sport minori”. Io mi ritengo fortunato perché non avrei mai pensato di poter fare del mio sport una professione: dal 2000, infatti, sono entrato nell’Arma e posso dedicarmi agli allenamenti con intensità». E a un giovane che voglia cimentarsi nell’atletica dà un solo consiglio: «di cominciare a farlo con tanta passione, senza ambire a particolari ascese nel mondo del professionismo. Poi la vita riserva tante sorprese e… non si sa mai!». Vedremo quali sorprese gli riserverà Padova e se sarà proprio Curzi a scrivere il suo nome nell’albo d’oro della manifestazione: sarebbe il terzo italiano a imporsi in dodici edizioni, dopo i successi di Migidio Bourifa del 2000 e Ruggero Pertile del 2006.

Nella foto Denis Curzi

Da venerdì a domenica stand gastronomico e non solo: tre giorni di festa a contorno della Maratona S.Antonio del 17 aprile. Sabato la staffetta Padova-Campodarsego dei gruppi podistici di Fiasp e Csi. Attenzione alla salute con «Piccoli punti for runners», animazione con lo staff di Fitness First

Manca ormai pochissimo all’apertura dell’Expo in Prato della Valle. Da venerdì pomeriggio alle ore 15 il «villaggio» schiuderà le proprie porte, inaugurando così i tre giorni di festa della Maratona S.Antonio 2011. Qui gli oltre quattromila iscritti all’edizione di quest’anno potranno ritirare il proprio pettorale e il proprio pacco gara. All’interno dell’Expo, che offre uno spazio espositivo di 1.500 metri quadrati interamente dedicato al mondo della corsa e dello sport, ci si potrà inoltre iscrivere alle Stracittadine da 1, 2, 5 e 12 chilometri, i percorsi non competitivi abbinati alla gara vera e propria.

Grazie alla vasta tipologia di prodotti e servizi offerti, l’area espositiva registra ogni anno un grande afflusso di persone arrivando a contare, nella scorsa edizione, circa 250.000 presenze tra appassionati podisti e semplici visitatori. Oltre all’area espositiva, l’Expo comprende lo stand gastronomico, dove, sino a domenica 17 aprile, podisti e non potranno assaggiare prodotti tipici padovani, inoltre, nella sua area, si potrà assistere a una serie di spettacoli in piazza, con giochi e animazione per bambini.

Tra le attività in programma sabato merita di essere segnalata la staffetta con la Fiaccola Olimpica Padova-Campodarsego, che coinvolge una ventina di gruppi podistici affiliati alla Fiasp e al Csi e che ripercorrerà a ritroso il percorso della maratona, con partenza alle 14 dalla Basilica di Sant’Antonio. E sabato sera, alle 19, proprio nella Basilica di Sant’Antonio sarà celebrata una Messa dedicata ai maratoneti e alle loro famiglie.

Maratoneti che, sabato e domenica, potranno partecipare liberamente a «Piccoli punti for Runners», un’iniziativa di sensibilizzazione per la prevenzione del melanoma: a loro disposizione la possibilità di sottoporsi a una visita specialistica della pelle. E, per tutti, c’è anche la possibilità di fare della sana attività fisica assieme allo staff di Fitness First, presente in Prato della Valle.

IL PROGRAMMA DEI TRE GIORNI DELLA MARATONA

VENERDI’ 15 APRILE
15.00 inaugurazione Expo Maratona, aperto fino alle 20.00

SABATO 16 APRILE
10.00 - 20.00 Expo Maratona in Prato della Valle
10.30 - 12.30 Animazione by FitnessFirst
10.00 - 20.00 “Piccoli Punti for Runners” iniziativa di sensibilizzazione per la prevenzione del melanoma: a disposizione dei maratoneti visita specialistica della pelle
11.30 Caffè Pedrocchi - Sala Rossini - Conferenza Stampa presentazione TOP Runners
14.00 Staffetta Con Fiaccola Olimpica Gruppi Podistici Fiasp e CSI. Partenza dalla Basilica di Sant’Antonio fino a Campodarsego toccando i Comuni attraversati dalla maratona
16.00 - 19.00 Animazione by FitnessFirst
19.00 Saluto e Santa Messa per i maratoneti e le loro Famiglie nella basilica di Sant’Antonio

DOMENICA 17 APRILE
8.00 - 17.00 Expo Maratona S. Antonio in Prato della Valle
8.45 Campodarsego (PD) Partenza Maratona S.Antonio km 42,195
9.00 - 9.30 Animazione by FitnessFirt
9.30 Prato della Valle Partenza Stracittadine km 12 - 5 - 2 e km 1 per anziani e disabili
10.30 Camposampiero (PD) partenza mezza Maratona km 21,097
10.00 - 17.00 “Piccoli Punti for Runners” iniziativa di sensibilizzazione per la prevenzione del melanoma: a disposizione dei maratoneti visita specialistica della pelle
11.00 - 19.00 Animazione by FitnessFirst

Nella foto l’Expo in Prato della Valle

Dall’uomo che la farà all’indietro a quello che ne ha corse oltre 700, passando da chi si chiama Santantonio fino ai cani Stella e Aron: i tanti personaggi della dodicesima edizione. Domenica 17 aprile saranno al via anche don Leo, don Paolo e «don Spritz», 42 supermaratoneti e atleti che giungono dal Perù e da Hong Kong

Ogni corsa si porta dietro le storie dei tanti piccoli e grandi campioni che affollano le sue strade. E’ così anche per questa dodicesima edizione della Maratona S.Antonio, che richiamerà al via quattromila atleti tra i 42,195 chilometri che da Campodarsego conducono a Padova e i 21,097 che portano da Camposampiero a Prato della Valle. Non ci sarà solo la sfida di cartello tra Chebet, Curzi e Tadese o quella tra Chepsoi e Iozzia, favorite della gara femminile. Certo, la Maratona S.Antonio vivrà del confronto tra i top runners che cercheranno di stabilire il nuovo record della manifestazione. Ma vivrà anche, o forse soprattutto, delle tante piccole e grandi storie degli atleti che più raramente si conquistano articoli sui giornali ma che, con le loro vicende, rendono affascinante questa disciplina. Ne abbiamo scelte alcune.

LUCIANO MORANDIN LA MARATONA LA CORRE ALL’INDIETRO
Disciplina nata come forma di riabilitazione per atleti colpiti da tendiniti o in fase di recupero dopo traumi, la corsa all’indietro («retrorunning») fa proseliti anche tra chi sta benissimo, perché sviluppa muscoli che normalmente non si usano e migliora la capacità di concentrazione. E c’è persino chi ha provato a correre un’intera maratona a passo di gambero. A Campodarsego ci sarà il padovano Luciano Morandin, classe 1947, pronto a farsela tutta… di spalle.

DON LEO, DON PAOLO E DON «SPRITZ»
ECCO LA DISFIDA SACERDOTALE
Indossano con la stessa disinvoltura la tonaca e le scarpe da corsa. Parliamo dei tre sacerdoti che saranno al via in questa edizione. Il primo è don Leopoldo Voltan, don Leo per tutti, parroco di Campodarsego: la maratona parte proprio dal suo paese e lui ha pensato bene di partecipare alla festa, debuttando in una 42 chilometri. «Appena ho appreso che la gara sarebbe partita da qui ho intensificato la preparazione. Sarà la mia prima maratona – spiega – Mi è piaciuto farmi coinvolgere nella festa, anche perché credo che la corsa riesca a conciliare splendidamente valori come il silenzio e la spiritualità con l’incontro con gli altri». Ma in gara ci saranno anche don Paolo Formenton, della parrocchia Buon Pastore di via Tiziano Minio, vecchio amico della Maratona S.Antonio, e don Marco Pozza, il giovane vicentino che ha innovato il modo di predicare il vangelo guadagnando l’attenzione dei media nazionali, da cui è stato soprannominato «don Spritz». Vedremo chi taglierà il traguardo per primo.

I 42 SUPERMARATONETI
Requisito per entrare a far parte del gruppo l’aver corso almeno 50 maratone. Il gruppo è quello del Club Supermarathon e loro si presenteranno a Campodarsego ufficialmente in 42, «anche se in tanti si sono iscritti senza specificare di appartenere alla nostra squadra, per cui a Padova saremo almeno un centinaio» spiega Gianfranco Gozzi, maratoneta bolognese che in carriera ne ha corse 130. «Io? Rientro dopo quindici mesi di stop, vediamo come andrà. Tutti gli iscritti al Club provengono da un’altra società sportiva e nelle nostre file abbiamo anche elementi come William Govi e Giuseppe Togni (vedi il prossimo paragrafo). In genere, diciamo che privilegiamo la quantità alla qualità delle prestazioni… Nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia siamo orgogliosi di avere sulla nostra maglia lo stemma tricolore: è da sempre presente ma per l’occasione l’abbiamo fatto ingrandire e a Padova sarà di 30 centimetri per 30».

IL PIU’ VECCHIO, IL PIU’ GIOVANE
Correre mantiene giovani. Lo sa bene Giuseppe Togni, nato a Mompiano (Brescia) il 20 settembre del 1926: è lui, con i suoi 85 anni (da compiere), il più anziano tra gli atleti al via. E non parliamo di un atleta qualsiasi: con oltre 700 maratone alle spalle fa anche lui parte del Club Supermarathon. In campo femminile, la palma spetta a Eleonora Bottazzo, trevigiana di Casale sul Sile, nata il 15 gennaio 1939. La più giovane è un’atleta della squadra di casa, Assindustria Sport: si tratta dell’azzurrina Letizia Titon, nata il 14 maggio 1992 e pronta all’esordio nella mezza maratona, dopo aver vestito la maglia della nazionale ai Mondiali di corsa in montagna e di cross. Nel settore maschile, c’è invece Davide Zoia, nato il 7 aprile 1993, trevigiano di Motta di Livenza.

FRANCESCO E GIANLUCA, UNA SFIDA PER DUE
Francesco Canali e Gianluca Manghi dimostrano che la maratona si può correre anche in due. Francesco, che viene da Parma, è infatti affetto da sclerosi laterale amiotrofica, e sarà spinto in carrozzina dal Gianluca. Tutti e due sono del ’68. Saranno invece un centinaio i podisti di Asla Onlus – appartenenti a diverse società sportive e volontari dell’associazione – che prenderanno parte alla mezza maratona al via da Camposampiero, spingendo cinque ammalati di SLA in carrozzina. Sulle loro maglie (verdi, bianche e rosse in onore dei 150 anni dell’Unità d’Italia) si leggeranno chiaramente gli slogan: “Una corsa contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica” e “IO AMO LA VITA. Lotta con me per sconfiggere la SLA!”

DAL PERU’ E DA HONG KONG
E’ una Maratona sempre più internazionale: in totale saranno al via atleti da 27 paesi e da quattro continenti. C’è addirittura chi arriva dal Perù, come Martha Kaik, podista del ’67 che proviene da Lima. E c’è pure qualcuno di Hong Kong, per l’esattezza Helen Poon, nata a Shen Shui nell’81. Il gruppo più numeroso è quello degli atleti sloveni, presenti con ben 24 elementi, mentre 11 podisti arrivano dagli Stati Uniti.

FLAVIO MIOZZO, CICLISMO FA RIMA CON PODISMO
Flavio Miozzo, padovano di Curtarolo, abitualmente si occupa di ciclismo, da ex professionista e direttore sportivo. Coltiva però anche un’altra passione: quella per il podismo. Ha debuttato in una maratona nel 2007, proprio correndo a Padova. Stavolta si cimenterà nella mezza.

SANTANTONIO? CORRE
Con un cognome come il suo, questa è per forza di cose la sua gara. Si chiama Biagio Santantonio, è nato nel ’74 e viene da Lecce. La Maratona S.Antonio non è esattamente dedicata a lui, ma di certo a Padova è il benvenuto.

UNA MARATONA A PROVA DI CANE
Gli amici a quattro zampe ci accompagnano dappertutto. Anche quando si va a correre: saranno due i cani in gara il 17 aprile. In tanti ormai conoscono Stella, bastardina nata nel 2003, al via di Campodarsego assieme al suo padrone Leonardo Candian, di Vigonovo (Venezia), che rivela: «quando corriamo assieme, l’impressione che diamo è che sia lei a tirare me». Ma oltre a lei ci sono pure Aron, pastore tedesco che segue Ingrid Conedera, alla partenza della mezza a Camposampiero.

Nella foto (di Antonio Muzzolon) uno dei tanti personaggi presenti alla scorsa edizione della Maratona S.Antonio

Annunciati i nomi dei top runners della gara di domenica 17 aprile. Curzi sfida il keniano Chebet, primatista della corsa, ma attenzione a Tadese e Kimeli. In campo femminile Ivana Iozzia cerca il bis personale, ma dovrà guardarsi dalla keniana Chepsoi e dall’etiope Mekonnen. E le condizioni meteo sono ideali per realizzare grandi prestazioni


Sarà ancora una volta una sfida tra Africa e Italia. Sarà una sfida, in particolare, tra il keniano Ben Chebet, che torna a Padova dopo aver vinto l’edizione del 2009 realizzando il record della corsa, primo uomo a scendere sotto il muro delle 2 ore e 10 in Prato della Valle (2 ore 9’ 42”) e l’azzurro Denis Curzi, già vincitore di due edizioni della Treviso Marathon ma al debutto su queste strade. In campo femminile, invece, torna un’amica della competizione padovana come la comasca Ivana Iozzia, che cerca il bis del successo conseguito nel 2005, ma che dovrà guardarsi dalla presenza della keniana Florence Chepsoi (2 ore 32’ 18 di personale, realizzato l’anno scorso a Praga) e dell’etiope Tiruwork Mekonnen Lemma (2 ore 31’ 17”, alla maratona di Roma 2010). Sono loro i protagonisti della dodicesima edizione della rinnovata Maratona S.Antonio, in programma domenica 17 aprile con partenza da Campodarsego.

A pochi giorni dalla gara si definisce dunque il cast della gara. «Un cast – come spiega Giampaolo Urlando, responsabile tecnico dell’evento – in grado di garantire due gare combattute, sia tra gli uomini che tra le donne. In entrambi i settori, se le condizioni climatiche ci aiuteranno, possiamo puntare al record della manifestazione». E proprio il meteo sembra essere un importante alleato della corsa su strada padovana: per domenica 17 aprile al momento è prevista una temperatura massima di 14 gradi e una minima di 8, con cielo parzialmente coperto. Le condizioni ideali per realizzare una grande prestazione cronometrica.

Proverà ad approfittarne Chebet, che in carriera vanta affermazioni anche alle maratone di Carpi 2008 e Firenze 2009 ma pure a Innsbruck 2005, Trieste 2006 e Salonicco 2008. Curzi, che ha difeso i colori azzurri anche ai recenti campionati europei di Barcellona, proverà a contrastarlo, ma dovrà fare i conti anche con l’etiope Aredo Tadese, che nel 2010 si è imposto a sorpresa nella Firenze Marathon, che affrontava da esordiente, e ora cerca la definitiva consacrazione internazionale. Altro nome su cui si può scommettere: quello di Peter Some Kimeli, che l’anno scorso, all’esordio in una gara non organizzata in Kenia, si è subito imposto nella mezza maratona Roma-Ostia. Una storia particolare è poi quella del brasiliano Solonei Rocha che ha 29 anni ma ha cominciato a dedicarsi seriamente all’atletica solo dal 2009, dopo aver iniziato a lavorare come spazzino nel suo paese. L’anno successivo ha subito potuto inserire nel suo curriculum la vittoria alla maratona di Porto Alegre.

Tra le donne, il primato della corsa da provare a battere appartiene alla keniana Rael Kiyara, con 2 ore 30’ 19”, firmato proprio nella scorsa edizione. Tra le atlete al via, oltre ai nomi già citati, vanno spesi quelli della brasiliana Michele Das Chagas, prima a Porto Alegre nel 2010, e della nazionale ucraina Olena Biloshchuk, sul gradino più alto del podio alla maratona di Utrecht della passata stagione. La più attesa, come detto, è però Ivana Iozzia che nel 2005, imponendosi su queste strade, conquistò anche il titolo italiano. Per lei, che quando ha iniziato a correre lavorava come operaia in un’industria tessile, è stata la consacrazione dopo aver frequentato per anni i circuiti amatoriali. Ora potrebbe essere la seconda atleta a vincere due edizioni della gara padovana dopo Marcella Mancini, che ha tagliato il traguardo per prima in tre occasioni.


Nella foto Ben Chebet taglia per primo il traguardo nel 2009

Il campione di Assindustria Sport sale sul secondo gradino del podio alla Milano City Marathon, fermando il cronometro dopo 2 ore 11’ 23”. Ruggero: «Correvo per il primato personale ma oggi non c’erano le condizioni: è stata comunque una buona prova. E ora punto ai Mondiali»


Sapeva di essere in grandi condizioni e si è presentato al via per inseguire il suo primato personale prima ancora della vittoria. Quando ha capito che non c’erano i presupposti per arrivarci ha comunque continuato a spingere sino al traguardo, chiudendo con un prestigioso secondo posto la Milano City Marathon, in 2 ore 11’ 23”. Ruggero Pertile ha confermato ancora una volta di essere il miglior maratoneta azzurro in attività, primo bianco all’arrivo in una gara marcata dagli specialisti keniani, con la vittoria di Solomon Naibei in 2 ore 10’ 38” e il terzo posto di Daniel Too in 2 ore 12’ 04”.

«Quella di oggi era una gara difficile, con tante curve, il vento trasversale a tratti fastidioso e il caldo: non si poteva andare meglio di così – afferma il campione di Assindustria Sport Padova, che, alla sua ultima uscita in una 42 chilometri, si era imposto alla Turin Marathon – Ci ho comunque provato sino alla fine, perché sapevo di essere in un buon momento. Ora in me c’è un po’ di disappunto, ma purtroppo per fare il tempo ci vogliono le condizioni ideali e stavolta non c’erano» ha dichiarato all’arrivo, prima di abbracciare la piccola figlia Alice, accorsa a tifare per lui assieme a mamma Chiara e a un nutrito gruppo di amici partito dal territorio Camposampierese.

Gli atleti di testa sono passati in un’ora 4’ 28” alla mezza maratona, in linea con quelli che dovevano essere i tempi previsti. Poi le alte temperature, col termometro salito sino ai 27 gradi, hanno dettato un lieve rallentamento nella seconda metà della prova. La svolta è arrivata verso il 33° chilometro, quando il keniano Naibei ha imposto un brusco strappo alla corsa, guadagnando in poche centinaia di metri un margine di sicurezza, tanto da avere 45” di vantaggio al quarantesimo chilometro. In precedenza, verso il 39°, Too aveva provato a staccare «Rero», venendo però ripreso e superato un chilometro più tardi. Pertile, fronte alta, mento in avanti e fascetta portafortuna dell’Alì in testa, ha chiuso al sua prova ancora in spinta, dando la sensazione che, con qualche chilometro in più davanti, si sarebbe potuto giocare anche la vittoria.

«Naibei ha imposto un cambio secco di ritmo, ma avevo capito già da prima che era ancora fresco e mi aspettavo che attaccasse prima o poi. Quando è partito, ho pensato di andarlo a riprendere in progressione, ma oggi era faticoso e non potevo andare più forte di così» continua Pertile, che ha un primato personale di 2 ore 9’ 53” realizzato a Torino 2009. E poi, «Rero» trova la forza di sorridere: «Avevo il pettorale numero 2 alla partenza e sono arrivato secondo: si vede che era proprio destino. Adesso? Punto alla maratona dei Mondiali, in programma a Daegu, in Corea, a settembre». Il suo è comunque un risultato beneaugurante in vista della Maratona S.Antonio, organizzata dalla sua società, Assindustria Sport, e in cartellone domenica prossima con partenza da Campodarsego e arrivo in Prato della Valle. E di certo Ruggero non mancherà di tifare per i suoi colleghi, in prima fila sulle strade padovane.


Nella foto Ruggero Pertile

Giunta alla sua dodicesima edizione, la Maratona S.Antonio vedrà partecipe anche quest’anno l’associazione A.S.L.A. onlus per la lotta contro la sclerosi laterale amiotrofica. Nata in memoria di Silvio Bastianello e guidata dalla presidente Daniela Fasolo, l’A.S.L.A. si propone spesso in iniziative di sport e solidarietà, per tenere alta l’attenzione su quella che oggi è la più diffusa della malattie rare, la SLA.

Domenica 17 aprile alle ore 10.30 a Camposampiero saranno pronti a partire per la corsa 5 ammalati di SLA in carrozzina, spinti da un nutrito gruppo di atleti - circa un centinaio tra appartenenti a diverse società sportive e volontari dell’associazione – per percorrere tutti i 21 chilometri previsti dalla Mezza Maratona. Tra di loro ci sarà anche Michele Roveredo, ultramaratoneta membro del Consiglio Direttivo di A.S.L.A. e presidente della neonata sezione di Pordenone, che realizzerà a giugno, in compagnia di Massimiliano Ferla, “I Verieroi corrono contro la sla”, terza maratona di solidarietà tra le più famose città italiane.

Sulle maglie di coloro che con grande determinatezza hanno accettato di correre per A.S.L.A. (bianche, rosse e verdi in onore dei 150 anni dell’Unità d’Italia) si leggeranno chiaramente gli slogan: “Una corsa contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica” e “IO AMO LA VITA. Lotta con me per sconfiggere la SLA!” a dimostrazione di sostegno agli ammalati e ai loro familiari nella lotta contro questa terribile malattia. Slogan che ricordano, come spiega Daniela Fasolo, che “La maggior parte dei malati di SLA vive in famiglia, assistita in gran parte dall’amore dei propri cari. Quando la malattia toglie le forze e spesso anche la capacità di comunicare, l’amore dei familiari rimane uno dei motivi per cui questi malati vogliono continuare a vivere. Perché questo possa avvenire nelle migliori condizioni possibili di cura e assistenza, è necessario non abbassare la guardia. Anche questo è il motivo della nostra partecipazione alla Mezza Maratona”.

L’associazione ricorda con orgoglio le due precedenti edizioni della Maratona S.Antonio cui ha partecipato, in particolare quella dello scorso anno, occasione nella quale anche Gianni Morandi ha vestito la maglia di A.S.L.A., dimostrando calore e affetto verso ammalati e familiari. Ma quest’anno la corsa sarà resa ancora più atletica grazie all’utilizzo di carrozzine leggere, messe a disposizione gratuitamente dalla ditta Off Carr di Villa del Conte (PD).

Nel ringraziare anticipatamente in primo luogo gli ammalati che parteciperanno alla maratona e tutti coloro che si stanno prodigando per rendere possibile l’evento, la presidente Daniela Fasolo sottolinea infine che “L’intenzione con cui l’Associazione partecipa a queste iniziative è quella di portare l’attenzione sugli ammalati di sla, persone che pur non potendo muovere i muscoli, possono correre con la testa e con il cuore”. Per questa occasione A.S.L.A. sarà presente in Prato della Valle sia sabato 16 che domenica 17 aprile con uno stand in cui alcuni volontari saranno disponibili per qualsiasi informazione sulla malattia e sulle attività dell’associazione.

Per aiutare l’associazione a sostenere la ricerca contro la sla e a fornire ausili agli ammalati, è possibile donare il 5 per 1000 della propria dichiarazione dei redditi ad A.S.L.A. onlus (C.F. 92185860282).

Gli sportivi che correranno a Padova il 17 aprile potranno contribuire a raccogliere i fondi per un progetto di microcredito in Etiopia. E nel nostro sito il leggendario Haile Gebrselassie saluta Padova e invita tutti a partecipare

Domenica 17 aprile 2011, anche la Maratona S. Antonio partecipa all’iniziativa di ActionAid «Corri per Operazione Fame», campagna attraverso cui l’organizzazione chiede a governi e istituzioni di cambiare quelle politiche ingiuste che producono fame.

Marco De Ponte, Segretario Generale di ActionAid Italia, ha raccolto nei giorni scorsi il testimone in Etiopia da Haile Gebrselassie, leggendario atleta etiope otto volte campione del mondo e due volte campione olimpionico dei 10mila metri. «La fatica del maratoneta per raggiungere la meta mi fa pensare che la lotta per sconfiggere la fame sia un obiettivo che possiamo perseguire. E più siamo, prima riusciremo a farlo – afferma Haile – Per questo motivo ho deciso di impegnarmi personalmente in questa iniziativa e sostenere Operazione Fame. Spero di essere solo uno tra i tanti che vorranno unirsi a questa sfida». Per l’occasione è stato realizzato un video in cui Gebrselassie invita tutti a partecipare e saluta Padova: è disponibile sul canale della Maratona di youtube, al link http://www.youtube.com/user/Maratonasantantonio e sulla pagina del gruppo facebook della maratona, al link http://www.facebook.com/group.php?gid=159600374063973.

Il testimone ora passerà agli sportivi che correranno a Padova e, diventando sostenitori di Operazione Fame, potranno contribuire a raccogliere dei fondi per un progetto di microcredito in Etiopia. «Il vero campione non è solo chi vince delle medaglie e si distingue nella pratica di uno sport ma soprattutto chi si impegna per far vincere la vita – afferma Federico de’ Stefani, presidente di Assindustria Sport Padova, la società che organizza la Maratona –. E’ molto importante promuovere fra i maratoneti l’iniziativa di ActionAid, associando il carisma di un campione come Gebresilasie alla volontà di sconfiggere la fame».

ActionAid è una delle più gradi organizzazioni internazionali che in Italia si occupano di lotta alla povertà e di diritto al cibo. Presente in oltre 50 paesi, lotta al fianco delle comunità più povere ed emarginate per vincere l’ingiustizia sociale di cui sono vittime. In Italia ActionAid può contare su oltre 140.000 sostenitori.

Il 17 aprile a Padova sarà presente anche il Segretario Generale di ActionAid, ex mezzofondista di livello nazionale. «La nostra generazione e quelle a venire devono ricordarsi che eliminare la fame è possibile, se ognuno facesse la propria parte», conclude De Ponte. «Correte con ActionAid. Ce la faremo!».

Nella foto in primo piano Haile Gebrselassie e Marco De Ponte

Il campione di Assindustria: «La condizione è buona, cerco il mio primato personale. In Africa ho respirato atletica». Sibilla Di Vincenzo in maglia azzurra a Podebrady nella marcia


Finirà che lo chiameranno il «keniano». Ruggero Pertile ha trascorso sull’altopiano di Eldoret due periodi distinti di tre settimane di allenamento, in cui ha lavorato per affinare la sua condizione. Ora, tornato in Italia, è pronto a mettersi alla prova in quello che sa fare meglio: correre una maratona. Il suo debutto stagionale in una 42 chilometri avverrà domenica mattina nella Milano City Marathon.

«Ci arrivo in buone condizioni fisiche, pronto ad attaccare il mio primato personale sulla distanza (2 ore 9’53”, stabilito a Torino nel 2009), poi, se assieme alla grande prestazione arriverà anche la vittoria, tanto meglio – spiega “Rero” – So che è previsto un passaggio di metà gara intorno a un’ora 4’, un’ora 4’20” e, se ci saranno le condizioni climatiche ideali, ci proverò. Raggiungerò Milano venerdì e, assieme a me, ci saranno mia figlia Alice e mia moglie Chiara, oltre a un po’ di tifosi al seguito, lo stesso gruppetto che mi ha sostenuto anche all’ultima Turin Marathon. Allora mi hanno portato bene, chissà che me ne portino altrettanto adesso. Nella stagione, poi, conto di partecipare almeno a un’altra maratona: quella dei Mondiali di Daegu, in Corea, del prossimo 4 settembre».

I campionati iridati sono il possibile futuro, il Kenya è alle spalle. «Ci sono stato a gennaio e ci sono tornato a marzo. Ho avuto l’opportunità di preparami con alcuni degli atleti che ritroverò a Milano ma, soprattutto, ho avuto modo di respirare atletica, sport che lì ha la diffusione che da noi ha il calcio – continua il campione di Villanova di Camposampiero, che lo scorso novembre è stato eletto come atleta del mese dall’European Athletics Association, la federazione continentale della regina degli sport – E’ un mondo che una volta conoscevo solo dai documentari e che ho invece avuto modo di avvicinare e toccare con mano. Solo vivendo lì ti rendi conto delle difficoltà che la gente del posto affronta ogni giorno e di come la fame possa essere ancora un problema. Dietro le grandi prestazioni degli atleti keniani c’è proprio quella spinta, quella voglia di emergere».

Ruggero non sarà l’unico portacolori di Assindustria Sport Padova in gara nel fine settimana. Sabato toccherà infatti a Sibilla Di Vincenzo partecipare all’incontro internazionale di Podebrady, in Repubblica Ceca, con la maglia azzurra della nazionale, in una prova su strada da 20 chilometri. La gara, dedicata agli specialisti della marcia, coinvolgerà le selezioni di Italia, Svizzera, Bielorussia, Lituania, Slovacchia, Spagna, Svezia e Ungheria e, a sua volta, servirà a comporre la Nazionale in partenza per la Coppa Europa, in cartellone il 22 maggio ad Olhão – Portogallo. Sibilla ci arriva dopo la conquista del titolo italiano indoor e i successi conseguiti nelle prove d’apertura del Grand Prix di marcia e dei campionati di società.


Nella foto Ruggero Pertile

Campodarsego ha ospitato la presentazione della corsa di domenica 17 aprile. Svelati i primi nomi dei top runners: il primatista della gara Chebet, Curzi e Iozzia. Oltre 2.300 volontari coinvolti nell’organizzazione dell’appuntamento che varrà anche come campionato italiano disabili. Il sindaco Patron: «Tutto il territorio camposampierese ha capito l’importanza dell’evento». Il presidente di Assindustria de’ Stefani: «Correremo con Città della Speranza, Action Aid e Cuamm»

Tutto è pronto per una grande Maratona S.Antonio. Per la dodicesima edizione della corsa su strada padovana, in programma domenica 17 aprile, il 2011 è l’anno del cambiamento: si svolgerà interamente nella provincia di Padova, con partenza da Campodarsego. Da mesi lo staff di Assindustria Sport, assieme a istituzioni e partner è al lavoro per allestire l’appuntamento e un numero rende bene l’idea di quali siano gli sforzi fatti: sono oltre 2.300 i volontari coinvolti lungo il percorso, che attraverserà i paesi dello storico “Graticolato Romano” (San Giorgio delle Pertiche, Camposampiero, Massanzago, Borgoricco, di nuovo Campodarsego) per riprendere poi lungo la statale del Santo, superare Cadoneghe e giungere nella splendida cornice di Prato della Valle, a Padova. Mercoledì mattina l’evento è stato presentato nella rinnovata sala Consiliare del comune di Campodarsego.

«I volontari sono tanti, ma è bello rimarcare che sono almeno il doppio le persone che si sono offerte per collaborare, a dimostrazione di come tutti abbiano capito quale straordinaria ricaduta ci sia per il nostro territorio. Da settimane stiamo spiegando ai cittadini che quella sarà una domenica diversa e che ci saranno da affrontare anche sacrifici, per la chiusura delle strade. Ma dappertutto vedo che l’entusiasmo sovrasta i possibili disagi. C’è una voglia fortissima di partecipare all’evento: chi come atleta, chi come volontario, chi come semplice spettatore» ha sottolineato il padrone di casa Mirko Patron, sindaco di Campodarsego. Ad affiancarlo, nell’incontro, Federico de' Stefani, presidente Assindustria Sport Padova, Umberto Zampieri, assessore allo sport del Comune di Padova, Marino Zorzato, vicepresidente della Regione Veneto e Barbara Degani, presidente della Provincia di Padova. Con loro anche i sindaci della Federazione dei Comuni del Camposampierese, che con grande entusiasmo hanno fortemente voluto che l'evento continuasse a coinvolgere il loro territorio: Domenico Zanon (Camposampiero), Maria Grazia Peron (Loreggia), Giovanna Novello (Borgoricco), Federico Zanchin (Santa Giustina in Colle), Catia Zorzi (San Giorgio delle Pertiche), Francesco Cazzaro (Villa del Conte), Silvia Fattore (Villanova di Camposampiero), Pierluigi Cagnin (Piombino Dese), Lorenzo Zanon (Trebaseleghe), Francesco Olivi (Massanzago).

«E’ un anno di forti novità, mentre la continuità è rappresentata da Assindustria Sport, che da sempre riesce ad affiancare all’organizzazione di grandi eventi internazionali l’attività quotidiana del settore giovanile – ha sottolineato de’ Stefani – In questo quadro siamo contenti di proporre anche nel 2011 importanti iniziative benefiche che coinvolgono in primis Città della Speranza (con la quale prosegue un rapporto che dura da anni, perché solo così si possono ottenere risultati), ActionAid e Cuamm, associazioni che operano al fianco dei più poveri in Africa, continente che in questi giorni ci è più che mai vicino». Proprio il segretario generale di ActionAid Marco De Ponte ha presentato nell’occasione un filmato in cui Haile Gebrselassie, leggendario atleta etiope otto volte campione del mondo e due volte campione olimpionico dei 10mila metri, testimonial dell’associazione, saluta Padova, invitando tutti a partecipare: sarà caricato anche nel canale youtube della Maratona S.Antonio. Al suo fianco Stefania Fochesato, del direttivo della Città della Speranza, e Jacopo Soranzo, di Medici con l’Africa Cuamm.

Nel corso dell’incontro sono stati annunciati anche i primi nomi dei top runners che parteciperanno alla corsa su strada: tra loro il keniano Ben Chebet, che torna a Padova dopo la vittoria del 2009, anno in cui realizzò il primato della corsa (2 ore 9’42”) e in cui si impose anche alla Firenze Marathon. Sulla sua strada l’azzurro Denis Curzi, due volte vincitore della Treviso Marathon, mentre in campo femminile le luci si accendono su Ivana Iozzia che in Prato della Valle cercherà il bis dopo l’affermazione del 2005.

Padova, il 17 aprile, assegnerà anche i titoli italiani disabili di maratona. «Siamo contenti che siano assegnati qui – ha ricordato Claudio Carta, presidente veneto del Comitato Italiano Paralimpico – perché quella di Padova è la gara che, con New York e Berlino, riesce a coinvolgere più atleti delle categorie paralimpiche: anche quest’anno saranno almeno 150». Subito dopo Antonella Munaro, stella di casa e consigliere della Fispes, la Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali, ha ricevuto il pettorale della maratona dalle mani di Patron e de’ Stefani. Quindi è stato don Leo, parroco di Campodarsego, a ricevere il pettorale numero 1. «Sarà la mia prima maratona – ha spiegato – Mi è piaciuto farmi coinvolgere nella festa, anche perché credo che la corsa riesca a conciliare splendidamente valori come il silenzio e la spiritualità con l’incontro con gli altri».

Nella foto la consegna dei pettorali (da sinistra Silvana Santi, Ruggero Pertile, Antonella Munaro, don Leo, Federico de’ Stefani e Mirko Patron)