News April 2011

Il campione di Assindustria domenica sarà tra gli atleti da battere a Oderzo: «Dopo Milano avevo molta voglia di gareggiare. E subito dopo sarò alla festa di compleanno di Alì». Con lui anche i fratelli Titon

Ruggero Pertile riparte da Oderzo. Dopo il secondo posto alla Milano City Marathon, il campione azzurro di Assindustria Sport si presenta al via del 16° circuito internazionale Città Archeologica, nella prova di 9,8 chilometri, in programma domenica primo maggio alle 18.15.

«Dopo l’ultima maratona mi è rimasta addosso una gran voglia di tornare a gareggiare – spiega “Rero”, che anche nel capoluogo meneghino ha confermato di essere il miglior specialista italiano in attività – La condizione è buona e non escludo, nelle prossime settimane, di togliermi lo sfizio di ripresentarmi a correre anche in pista, prima di tornare a immergermi nella preparazione di una maratona. L’obiettivo, a medio termine, è ovviamente quello di partecipare ai Mondiali in Corea, anche se dalla Federazione non ho ancora ricevuto indicazioni a riguardo e le attendo, per potermi allenare al meglio in vista di quell’appuntamento».

A Oderzo, l’atleta di Villanova di Camposampiero dovrà confrontarsi con un cast agguerrito, con in prima fila Meucci, De Nard, El Mazoury, Bona, Scaini e i rumeni Ionescu e Irimia. «Sarà una bella prova, ci tenevo a partecipare. Subito dopo la gara avrò il tempo di una doccia e poi mi sposterò alla fiera di Padova, dove si svolge la festa per i quarant’anni dei supermercati Alì, che da sempre mi sostengono».

La testa è proiettata al futuro ma è inevitabile fare un passo indietro e tornare a Milano, lì dove Ruggero ha tagliato il traguardo per secondo, in 2 ore 11’23”. «Ripenso a quella maratona con rammarico, perché ero veramente in grande condizione e potevo provare a migliorare il mio primato personale (2 ore 09’53”, ndr). Purtroppo abbiamo trovato la giornata più calda dell’anno e condizioni in cui non solo era difficile correre, ma anche interpretare tatticamente la gara. Nelle scorse settimane, in Kenya, mi sono allenato assieme a Ben Chebet, che è arrivato secondo alla Maratona S.Antonio in 2 ore 09’26”, e ho visto che potevo tenere senza problemi i suoi ritmi: avessi corso solo una settimana dopo probabilmente ora mi troverei a commentare un risultato diverso».

Pertile non sarà l’unico portacolori gialloblù a Oderzo. Nella categoria juniores saranno di scena gli azzurrini Letizia e Dylan Titon, con quest’ultimo, fresco del titolo di campione veneto dei 10.000 metri, conquistato a Treviso.

Nella foto Ruggero Pertile

Vittima di un infarto mentre stava correndo a Padova la Maratona S.Antonio, Franco Scapin racconta la sua storia a lieto fine: «Ho avuto paura ma 20 minuti dopo essermi accasciato ero già in sala operatoria nel Centro Gallucci. Ringrazio gli organizzatori, il Suem 118 e la Protezione Civile per la tempestività». Il dottor Andrea Spagna: «Lungo il percorso avevamo oltre sessanta medici e infermieri e sedici mezzi pronti all’intervento»

Tra le tante storie legate all’ultima edizione della Maratona S.Antonio, quella di Franco Scapin colpisce più di tutte. Perché è una vicenda che termina con il lieto fine ma che poteva risolversi in una tragedia. Al via della gara dello scorso 17 aprile, Scapin è stato infatti colpito da un infarto mentre era all’altezza del ventottesimo chilometro, in località Fiumicello. Prontamente soccorso, Franco può ora raccontare la sua avventura col sorriso e ricordare a tutti quanto sia importante tenersi sotto controllo per quanto riguarda la propria salute, sottoponendosi a regolari visite medico-sportive.

«Mi sono accasciato a terra con forti dolori al petto e al braccio, sentendo molto freddo – ricorda Scapin dal Centro Gallucci di Padova, in cui si trova per ulteriori accertamenti – Subito mi è venuta incontro una signora della Protezione Civile che ha capito al volo qual era la situazione e ha allertato il Suem 118. Nel giro di cinque minuti mi sono ritrovato in ambulanza e nel giro di 17 o 18 minuti ero già in sala operatoria: mi hanno trasportato al Centro Gallucci dove sono entrato con un codice rosso. L’intervento, tramite sonda, è durato in tutto un’oretta. Confesso di aver avuto paura, in quei momenti: mi sono passati davanti i volti delle persone care e in particolare quello di mia moglie Beatrice, che mi è sempre stata vicina. Per questo, quando ho visto che ce l’avevo fatta, ho voluto subito telefonare a Silvana Santi di Assindustria per esprimere la mia riconoscenza per la tempestività dei soccorsi. Tramite lei ho voluto ringraziare tutti: dalla Protezione Civile, che aveva volontari a pochi centinaia di metri l’uno dall’altro lungo il percorso, come capita raramente di vederne nelle altre maratone, al personale medico che mi ha salvato la vita. Se tutti non fossero stati così pronti non sarei qui a raccontare quello che mi è successo».

Scapin ha 53 anni e vive a Castelfranco Veneto. A Padova aveva già corso nella passata stagione «ma volevo esserci anche quest’anno per provare il nuovo percorso. Tutto è andato bene sino al venticinquesimo chilometro, tant’è che ricordo di aver preso una bottiglietta d’acqua al rifornimento. Poi, degli ultimi tre chilometri della mia gara conservo solo qualche immagine confusa e la sensazione di avere qualcosa che mi pizzicava al petto. Sin qui ero sempre stato bene: solo venti giorni prima avevo corso anche a Treviso. Al momento sono ancora sotto osservazione per via di una lieve aritmia cardiaca ma credo che questa settimana potrò rientrare a casa».

Protagonista in positivo del racconto è ovviamente il personale sanitario impegnato, guidato dal dottor Andrea Spagna, direttore della centrale operativa Suem 118 Padova, e da Marilena Greggio, coordinatrice infermieristica. «Seguiamo la Maratona S.Antonio dalla prima edizione – spiega il dottor Spagna – con una principale preoccupazione: essere pronti a intervenire il più tempestivamente possibile, perché, per i casi più seri come quello che ha interessato il signor Scapin, proprio la rapidità dell’intervento è fondamentale per ridurre al minimo il possibile danno. In tutto avevamo disseminate lungo il percorso 12 ambulanze, 2 automezzi e 2 unità medicalizzate in scooter, pronte a mettersi all’opera a seconda della gravità del problema, con una sessantina di persone tra medici e infermieri e un punto medico allestito anche in Prato della Valle, grazie alle tende predisposte dalla Protezione Civile. Nel caso in questione, nell’ambulanza era presente il personale medico dell’ospedale di Camposampiero che ha subito diagnosticato l’occlusione dell’arteria e l’infarto, decidendo per il trasferimento alla sala emodinamica del Centro cardochirurgico Gallucci, dove Scapin è stato operato d’urgenza. In genere, la maggior parte degli interventi che effettuiamo nel giorno della Maratona sono legati all’affaticamento, al caldo e alla disidratazione e riguardano problemi che possono essere risolti sul posto. Occorre però essere pronti a qualsiasi emergenza: proprio per questo nelle scorse settimane abbiamo studiato attentamente il nuovo percorso, per valutare dove dislocare i mezzi per agire nel più breve tempo possibile».

Nella foto (Photosprint) Franco Scapin alla Maratona S.Antonio del 17 aprile

Le foto della Maratona S.Antonio 2011 sono state curate in via esclusiva dall’agenzia Photosprint di Cesenatico. A breve saranno inviate a casa ad ogni partecipante che potrà richiederne anche i file digitali.
Per informazioni visitate il sito www.photosprint.it o scrivete a franz@photosprint.it


Lo Staff della Maratona S.Antonio augura a tutti i suoi maratoneti, amici e sostenitori una Buona Pasqua!
Arrivederci a domenica 22 aprile 2012!

La dodicesima edizione della Maratona S.Antonio va in archivio con un grande successo popolare e con due record della manifestazione. Il presidente Federico de’ Stefani: «E’ stata una grande festa. Oggi possiamo dirlo: abbiamo vinto la nostra scommessa»

E’ stata una grande festa. Per la città e per tutto il suo territorio. C’era molta attesa per la dodicesima Maratona S.Antonio, la prima tutta all’interno della provincia di Padova, e nei bilanci del giorno dopo c’è la soddisfazione per l’esito della giornata. Da una parte, questa edizione va in archivio con la variopinta immagine di Prato della Valle invaso da migliaia di persone in pantaloncini e scarpe da ginnastica, tutte impegnate a correre e a incitarsi nelle Stracittadine. Dall’altra, valeva come un esame per il nuovo percorso e, risultati alla mano, si può affermare che il tracciato che da Campodarsego conduce a Padova è stato promosso a pieni voti, visto che in un colpo solo sono stati migliorati sia il record della competizione maschile, con la vittoria di Aredo Toleda Tadese in 2 ore 09’02”, sia quello della gara femminile, col successo di Florence Chepsoi in 2 ore 29’25”, prima donna sotto al muro delle 2 ore e 30’ a Padova. Non solo: va notato che la Maratona S.Antonio è la seconda più veloce corsa nel 2011 in Italia dopo quella di Roma, un dato significativo.

«Non nascondo che, quando abbiamo pensato di cambiare percorso, sapevamo di avere di fronte una scommessa e di correre dei rischi. Oggi, alla luce di quello che è successo, possiamo affermare con orgoglio di aver vinto quella scommessa – sottolinea Federico de’ Stefani, presidente di Assindustria Sport Padova – I top runners, nella conferenza stampa post-gara, hanno tutti espresso giudizi lusinghieri sul percorso ma, vivendo la corsa dall’interno, ho potuto capire che anche i podisti comuni hanno apprezzato la novità. Un grande applauso va quindi fatto agli oltre 2.000 volontari che si sono adoperati perché questo debutto filasse per il meglio, in particolare per i comuni del Camposampierese, molto più coinvolti rispetto agli anni scorsi. Se da un punto di vista tecnico salutiamo la novità con due record, non meno rilevante è stata la risposta della gente, con almeno 25 mila persone presenti nelle Stracittadine, in una grande festa popolare: la Maratona si conferma, senza dubbio, come l’evento più importante di scena nel nostro territorio». Un’importanza che ha riflessi anche nell’indotto: basti pensare, per fare solo un esempio, che sono stati settanta gli alberghi utilizzati per ospitare i podisti e i loro familiari, con 205 atleti giunti dall’estero, quasi sempre accompagnati da almeno un paio di persone.

Tutto questo è stato possibile grazie al supporto di storici compagni di viaggio della Maratona, come le istituzioni e gli sponsor, con in prima fila Alì, Banca Antonveneta e Fischer. E grazie a protezione civile, City Angels, Alpini, Suem 118, Croce verde, Croce rossa, la Polizia municipale e tutte le forze dell’ordine. «L’obiettivo è quello di coinvolgere ancora di più le aziende del territorio – prosegue il presidente della società gialloblù – Dirò di più: la maratona può rivelarsi come uno straordinario momento aggregativo e di socializzazione tra i dipendenti. Molte aziende hanno creato proprie squadre, partecipando alla gara. L’Alì ha persino un trofeo interno». Tra le aziende più presenti proprio Fischer, che ha schierato ben 450 dipendenti al via in Prato della Valle, mentre SIT La Precisa ha risposto con 270 iscritti, ospitando nel proprio stand anche il campione olimpico e mondiale Ivano Brugnetti, che, sempre disponibile con tutti, ha indossato le vesti del tedoforo, impugnando la fiaccola olimpica.


Nella foto (Photosprint) il serpentone degli atleti alla partenza di Campodarsego

Tadese e Chepsoi battezzano il nuovo percorso tutto padovano con un doppio primato della gara
Curzi (quinto) e Iozzia (quarta) primi italiani al traguardo. Zanardi a un passo dalla miglior prestazione mondiale. E nelle Stracittadine ci sono venticinquemila persone

Nuovo percorso, nuovo primato. Anzi, nuovo doppio primato. La dodicesima edizione della Maratona S.Antonio si chiude con la vittoria dell’etiope Aredo Toleda Tadese in campo maschile, in 2 ore 09’02”, e della keniana Florence Chepsoi nel settore femminile, in 2 ore 29’25”: tutti e due hanno così siglato il record della gara, battezzando nel migliore dei modi il tracciato tutto padovano introdotto quest’anno, con partenza da Campodarsego, passaggio davanti alla Basilica di Sant’Antonio e arrivo, come sempre, in Prato della Valle. Da notare che il secondo classificato tra gli uomini, il keniano Ben Chebet, detentore del precedente primato (2 ore 09’42”, stabilito nel 2009) ha a sua volta migliorato se stesso, scendendo a 2 ore 09’26”.

«Non ho controllato il cronometro nell’ultimo tratto di gara, altrimenti avrei provato a restare sotto al muro delle 2 ore e 09’ – ha confessato sul traguardo il vincitore, che vive ad Addis Abeba e che in precedenza vantava una miglior prestazione personale di 2 ore 12’41”, realizzata imponendosi a Firenze 2010 – Temevo la volata di Chebet e così, verso il 41° chilometro, ho provato a staccarlo e ci sono riuscito».

Assieme a loro, sino al tratto finale della corsa, c’era anche il keniano Peter Kimeli, poi terzo: i tre sono passati alla mezza in un’ora 4’45” e al trentesimo in un’ora 31’51”. Poco più staccato, l’italiano Denis Curzi, quinto al traguardo, transitato in un’ora o6’16” alla mezza e in 2 ore 14’56 all’arrivo. «Sono comunque contento perché era da tempo che non finivo una maratona» ha commentato il carabiniere. Quarto posto, invece, per Ivana Iozzia, che qui si era già imposta nel 2005. «Il nuovo percorso mi è piaciuto molto ed è veloce, come dimostrano i tempi realizzati: gli unici problemi li ho avuti in alcuni tratti a causa del vento e quando sono rimasta da sola, verso il venticinquesimo chilometro» ha sottolineato Ivana, che, alla quinta partecipazione, poteva fare un confronto meglio di tutti.

La Maratona S.Antonio ha assegnato anche i titoli del campionato italiano disabili, radunando al via oltre 150 atleti delle categorie paralimpiche tra cui la campionessa di casa Antonella Munaro, prima tra le carrozzine olimpiche. Il più atteso era però, probabilmente, Alex Zanardi che, alla quarta partecipazione, è riuscito per la prima volta a imporsi a Padova, sua città adottiva, sfiorando il record del mondo delle handbike, nonostante un disguido sul tratto finale. «Padova ormai mi ha adottato – ha commentato il campione bolognese – rispetto alla mia prima partecipazione, quando sono arrivato sul traguardo pieno di cerotti, di progressi ce ne sono stati tanti e ora sono proiettato più che mai ai Giochi di Londra».

In totale, tra maratona e mezza hanno tagliato il traguardo in 3.384 atleti. «Siamo più che contenti – ha evidenziato il presidente di Assindustria Sport Federico de’ Stefani – Tutti hanno espresso soddisfazione per il nuovo percorso, rendendo questa una giornata di festa». Sono invece state circa 25 mila, una cifra davvero importante per una città di queste dimensioni, le persone che si sono cimentate nelle Stracittadine, i percorsi «di contorno» alla maratona. E anche questo un numero record.

Nel sito www.sdam.it (al link http://www.sdam.it/pubblico/evento-classifica_19923.do) nella pagina facebook de gruppo della Maratona S.Antonio sono disponibili le classifiche complete.

CLASSIFICHE. Uomini: 1. Aredo Toleda Tadese (Eti) 2h09’02”, 2. Ben Kipruto Chebet (Ken) 2h09’26”, 3. Peter Some Kimeli (Ken) 2h10’16’’, 4. Solonei Rocha (Bra) 2h11’32’’, 5. Denis Curzi (Carabinieri) 2h14’56”, 6. Mitja Kosovelj (Slo) 2h17’45”, 7. Hicham El Barouki (Mar) 2h18’33”, 8. David Criniti (N. Zel.) 2h23’47”, 9. Alberto Mosca (Orecchiella Garfagnana) 2h24’55”, 10. Tommaso Vaccina (Athletic Terni) 2h25’26”.

Disabili. Handbike: 1. Alessandro Zanardi (Giambenini) 1h03’48”, 2. Vittorio Podestà (Blue Team Barilla) 1h03’56”, 3. Paolo Cecchetto (Team Pulinet Handbike) 1h04’11”. Carrozzine olimpiche. T51-52: 1. Thomas Geierspichler (Aut) 1h55’48”, 2. Pieter Du Preez (S. Africa) 2h36’54”. T53-54: 1. Michel Filteau (Can) 1h29’30”, 2. Kyle Shaw (Can) 1h32’58”, 3. Ebbe Blichfeldt (Dan) 1h33’09”.

Campionato italiano. Carrozzine olimpiche. T51-52: 1. Riccardo Cavallini (Sport Insieme Livorno) 3h45’10”. Non vedenti: 1. Guglielmo Boni 3h25’02”, 2. Rosario Baratti (Runners Bg) 3h37’54”. Ipovedenti: 1. Gabriel Macchi (Por) 2h48’05”, 2. Franco Randi 4h29’04”.

Mezza maratona: 1. Alberto Ramirez (Assindustria Pd) 1h08’23”, 2. Giuseppe Mucerino (Atl. Ferrara) 1h10’28”, 3. Diego Massarotto (Nevi) 1h13’16”.

Donne: 1. Florence Chepsoi (Ken) 2h29’25”, 2. Tiruwork Lemma (Eti) 2h33’42”, 3. Michele Das Chagas (Bra) 2h35’09”, 4. Ivana Iozzia (Corradini Rubiera) 2h35’58”, 5. Lucija Krkoc (Slo) 2h46’13”, 6. Olena Biloshchuk (Ukr) 2h49’02”, 7. Francesca Iachemet (Atl. Trento) 2h49’17”, 8. Paola Mariotti (Brugnera Friulintagli) 2h54’48”, 9. Aleksandra Fortin (Slo) 2h56’26”, 10. Loretta Giarda (Cento Torri Pv) 2h56’28”.

Disabili. Handbike: 1. Francesca Fenocchio (Sportabili Alba) 1h17’47”, 2. Rita Cuccuru (Apre Olmedo) 1h37’02”, 3. Monica Borelli (Apre Olmeda) 2h07’08”. Carrozzine Olimpiche: 1. Sandra Hager (Svi) 1h55’48”.

Campionato italiano. Carrozzine olimpiche. T53-54: 1. Antonella Munaro (Aspea Padova) 2h38’06”.

Mezza maratona: 1. Silvia Serafini (Industriali Conegliano) 1h22’05”, 2. Paola Bazzano (Valpellice) 1h29’26”, 3. Monica Pelosi (Studentesca Cariri) 1h30’11”.

Nella foto (Photosprint) l’arrivo della gara maschile

Tadese e Chepsoi battezzano il nuovo percorso tutto padovano con un doppio primato della gara
Curzi (quinto) e Iozzia (quarta) primi italiani al traguardo. Zanardi a un passo dalla miglior prestazione mondiale. E nelle Stracittadine ci sono venticinquemila persone

Nuovo percorso, nuovo primato. Anzi, nuovo doppio primato. La dodicesima edizione della Maratona S.Antonio si chiude con la vittoria dell’etiope Aredo Toleda Tadese in campo maschile, in 2 ore 09’02”, e della keniana Florence Chepsoi nel settore femminile, in 2 ore 29’25”: tutti e due hanno così siglato il record della gara, battezzando nel migliore dei modi il tracciato tutto padovano introdotto quest’anno, con partenza da Campodarsego, passaggio davanti alla Basilica di Sant’Antonio e arrivo, come sempre, in Prato della Valle. Da notare che il secondo classificato tra gli uomini, il keniano Ben Chebet, detentore del precedente primato (2 ore 09’42”, stabilito nel 2009) ha a sua volta migliorato se stesso, scendendo a 2 ore 09’26”.

«Non ho controllato il cronometro nell’ultimo tratto di gara, altrimenti avrei provato a restare sotto al muro delle 2 ore e 09’ – ha confessato sul traguardo il vincitore, che vive ad Addis Abeba e che in precedenza vantava una miglior prestazione personale di 2 ore 12’41”, realizzata imponendosi a Firenze 2010 – Temevo la volata di Chebet e così, verso il 41° chilometro, ho provato a staccarlo e ci sono riuscito».

Assieme a loro, sino al tratto finale della corsa, c’era anche il keniano Peter Kimeli, poi terzo: i tre sono passati alla mezza in un’ora 4’45” e al trentesimo in un’ora 31’51”. Poco più staccato, l’italiano Denis Curzi, quinto al traguardo, transitato in un’ora o6’16” alla mezza e in 2 ore 14’56 all’arrivo. «Sono comunque contento perché era da tempo che non finivo una maratona» ha commentato il carabiniere. Quarto posto, invece, per Ivana Iozzia, che qui si era già imposta nel 2005. «Il nuovo percorso mi è piaciuto molto ed è veloce, come dimostrano i tempi realizzati: gli unici problemi li ho avuti in alcuni tratti a causa del vento e quando sono rimasta da sola, verso il venticinquesimo chilometro» ha sottolineato Ivana, che, alla quinta partecipazione, poteva fare un confronto meglio di tutti.

La Maratona S.Antonio ha assegnato anche i titoli del campionato italiano disabili, radunando al via oltre 150 atleti delle categorie paralimpiche tra cui la campionessa di casa Antonella Munaro, prima tra le carrozzine olimpiche. Il più atteso era però, probabilmente, Alex Zanardi che, alla quarta partecipazione, è riuscito per la prima volta a imporsi a Padova, sua città adottiva, sfiorando il record del mondo delle handbike, nonostante un disguido sul tratto finale. «Padova ormai mi ha adottato – ha commentato il campione bolognese – rispetto alla mia prima partecipazione, quando sono arrivato sul traguardo pieno di cerotti, di progressi ce ne sono stati tanti e ora sono proiettato più che mai ai Giochi di Londra».

In totale, tra maratona e mezza hanno tagliato il traguardo in 3.384 atleti. «Siamo più che contenti – ha evidenziato il presidente di Assindustria Sport Federico de’ Stefani – Tutti hanno espresso soddisfazione per il nuovo percorso, rendendo questa una giornata di festa». Sono invece state circa 25 mila, una cifra davvero importante per una città di queste dimensioni, le persone che si sono cimentate nelle Stracittadine, i percorsi «di contorno» alla maratona. E anche questo un numero record.

Nel sito www.sdam.it (al link http://www.sdam.it/pubblico/evento-classifica_19923.do) nella pagina facebook de gruppo della Maratona S.Antonio sono disponibili le classifiche complete.

CLASSIFICHE. Uomini: 1. Aredo Toleda Tadese (Eti) 2h09’02”, 2. Ben Kipruto Chebet (Ken) 2h09’26”, 3. Peter Some Kimeli (Ken) 2h10’16’’, 4. Solonei Rocha (Bra) 2h11’32’’, 5. Denis Curzi (Carabinieri) 2h14’56”, 6. Mitja Kosovelj (Slo) 2h17’45”, 7. Hicham El Barouki (Mar) 2h18’33”, 8. David Criniti (N. Zel.) 2h23’47”, 9. Alberto Mosca (Orecchiella Garfagnana) 2h24’55”, 10. Tommaso Vaccina (Athletic Terni) 2h25’26”.

Disabili. Handbike: 1. Alessandro Zanardi (Giambenini) 1h03’48”, 2. Vittorio Podestà (Blue Team Barilla) 1h03’56”, 3. Paolo Cecchetto (Team Pulinet Handbike) 1h04’11”. Carrozzine olimpiche. T51-52: 1. Thomas Geierspichler (Aut) 1h55’48”, 2. Pieter Du Preez (S. Africa) 2h36’54”. T53-54: 1. Michel Filteau (Can) 1h29’30”, 2. Kyle Shaw (Can) 1h32’58”, 3. Ebbe Blichfeldt (Dan) 1h33’09”.

Campionato italiano. Carrozzine olimpiche. T51-52: 1. Riccardo Cavallini (Sport Insieme Livorno) 3h45’10”. Non vedenti: 1. Guglielmo Boni 3h25’02”, 2. Rosario Baratti (Runners Bg) 3h37’54”. Ipovedenti: 1. Gabriel Macchi (Por) 2h48’05”, 2. Franco Randi 4h29’04”.

Mezza maratona: 1. Alberto Ramirez (Assindustria Pd) 1h08’23”, 2. Giuseppe Mucerino (Atl. Ferrara) 1h10’28”, 3. Diego Massarotto (Nevi) 1h13’16”.

Donne: 1. Florence Chepsoi (Ken) 2h29’25”, 2. Tiruwork Lemma (Eti) 2h33’42”, 3. Michele Das Chagas (Bra) 2h35’09”, 4. Ivana Iozzia (Corradini Rubiera) 2h35’58”, 5. Lucija Krkoc (Slo) 2h46’13”, 6. Olena Biloshchuk (Ukr) 2h49’02”, 7. Francesca Iachemet (Atl. Trento) 2h49’17”, 8. Paola Mariotti (Brugnera Friulintagli) 2h54’48”, 9. Aleksandra Fortin (Slo) 2h56’26”, 10. Loretta Giarda (Cento Torri Pv) 2h56’28”.

Disabili. Handbike: 1. Francesca Fenocchio (Sportabili Alba) 1h17’47”, 2. Rita Cuccuru (Apre Olmedo) 1h37’02”, 3. Monica Borelli (Apre Olmeda) 2h07’08”. Carrozzine Olimpiche: 1. Sandra Hager (Svi) 1h55’48”.

Campionato italiano. Carrozzine olimpiche. T53-54: 1. Antonella Munaro (Aspea Padova) 2h38’06”.

Mezza maratona: 1. Silvia Serafini (Industriali Conegliano) 1h22’05”, 2. Paola Bazzano (Valpellice) 1h29’26”, 3. Monica Pelosi (Studentesca Cariri) 1h30’11”.

Nella foto (Photosprint) l’arrivo della gara maschile

Parlano i protagonisti della corsa di domani. Curzi: «Il Veneto mi ha sempre portato benissimo». Iozzia: «Cerco il bis a Padova, dovrò guardarmi soprattutto dalla keniana Chepsoi»

Tutto è pronto per la dodicesima edizione della Maratona S.Antonio, in cartellone domani con partenza da Campodarsego alle 8.45 e arrivo a Padova, in Prato della Valle. Sabato mattina, il Caffè Pedrocchi ha ospitato la conferenza dei top runners presenti al via. In campo maschile i favoriti sono il keniano Ben Chebet, che torna a Padova dopo aver vinto l’edizione del 2009 realizzando il record della corsa, primo uomo a scendere sotto il muro delle 2 ore e 10 in Prato della Valle (2 ore 9’ 42”), il connazionale Peter Kimeli, primo alla Roma-Ostia del 2010, l’etiope Aredo Tadese che, l’anno scorso, ha conquistato la Firenze Marathon e l’azzurro Denis Curzi, già vincitore di due edizioni della Treviso Marathon ma al debutto su queste strade. «Il Veneto mi ha sempre portato fortuna, spero sia così anche questa volta – ha sottolineato l’atleta ascolano – Deciderò in base alle sensazioni se impostare la corsa su un passaggio da un’ora 4’40” alla mezza maratona, come è previsto per il gruppo di testa, o se viaggiare sull’ora e 6’ minuti».

In campo femminile, invece, torna un’amica della competizione padovana come la comasca Ivana Iozzia, che cerca il bis del successo conseguito nel 2005, ma che dovrà guardarsi dalla presenza della keniana Florence Chepsoi (2 ore 32’ 18 di personale, realizzato l’anno scorso a Praga) e dell’etiope Tiruwork Mekonnen Lemma (2 ore 31’ 17”, alla maratona di Roma 2010). «Mi sono allenata in Kenya nelle scorse settimane – ha raccontato Ivana – Imposterò un ritmo guardingo nella prima parte della gara, cercando di andar via in progressione nella seconda metà. Le avversarie? Conosco bene Florence, perché mi sono allenata con lei e so che vale molto». Tutte avranno un motivo in più per andar forte, visto che in palio, per la prima arrivata della prova femminile, c’è anche una cucina Lofra da due postazioni.

In totale tra la Maratona che parte da Campodarsego e la mezza che parte da Camposampiero, saranno al via 4.128 atleti, provenienti da 27 nazioni diverse e quattro continenti: tra loro anche Federico de’ Stefani, presidente di Assindustria Sport, alla partenza della mezza assieme a Mirko Patron, sindaco di Campodarsego.

LE STRACITTADINE
L’anno scorso richiamarono al via 20 mila persone. E quest’anno ne sono attese almeno altrettante. I percorsi previsti per le Stracittadine sono quattro. E sono quattro diverse opportunità nate per venire incontro alle esigenze di tutti: c’è la passeggiata da 1 km per anziani e disabili, c’è il percorso di 2 km, c’è la prova più popolare, quella di 5 km, e infine c’è il tracciato di 12 km per i più allenati. Le quattro Stracittadine prenderanno il via alle ore 9.30 da Prato della Valle.

LA GARA DISABILI: IN 160 AL VIA E CI SONO ANCHE ZANARDI, MUNARO E GEIERSPICHLER
La città del Santo assegnerà i titoli del campionato italiano disabili (para e tetraplegici, amputati e non vedenti). Saranno 160 gli atleti al via in questa categoria, numero che pone la Maratona S.Antonio tra i punti di riferimento internazionali. Diversi i campioni al via, dall’austriaco Thomas Geierspichler, che a Padova ha migliorato più volte il record mondiale della categoria T52, ad Alex Zanardi, reduce dai successi alle maratone di Treviso e Milano. Tra le stelle, anche la campionessa di casa Antonella Munaro.

RAISPORT DUE
Una sintesi di un’ora della Maratona sarà trasmessa su Raisport Due nella serata di domenica, con telecronaca di Luca Di Bella e commento tecnico di Attilio Monetti.


Nella foto (Photosprint) atleti e autorità alla conferenza stampa di presentazione

Parlano i protagonisti della corsa di domani. Curzi: «Il Veneto mi ha sempre portato benissimo». Iozzia: «Cerco il bis a Padova, dovrò guardarmi soprattutto dalla keniana Chepsoi»

Tutto è pronto per la dodicesima edizione della Maratona S.Antonio, in cartellone domani con partenza da Campodarsego alle 8.45 e arrivo a Padova, in Prato della Valle. Sabato mattina, il Caffè Pedrocchi ha ospitato la conferenza dei top runners presenti al via. In campo maschile i favoriti sono il keniano Ben Chebet, che torna a Padova dopo aver vinto l’edizione del 2009 realizzando il record della corsa, primo uomo a scendere sotto il muro delle 2 ore e 10 in Prato della Valle (2 ore 9’ 42”), il connazionale Peter Kimeli, primo alla Roma-Ostia del 2010, l’etiope Aredo Tadese che, l’anno scorso, ha conquistato la Firenze Marathon e l’azzurro Denis Curzi, già vincitore di due edizioni della Treviso Marathon ma al debutto su queste strade. «Il Veneto mi ha sempre portato fortuna, spero sia così anche questa volta – ha sottolineato l’atleta ascolano – Deciderò in base alle sensazioni se impostare la corsa su un passaggio da un’ora 4’40” alla mezza maratona, come è previsto per il gruppo di testa, o se viaggiare sull’ora e 6’ minuti».

In campo femminile, invece, torna un’amica della competizione padovana come la comasca Ivana Iozzia, che cerca il bis del successo conseguito nel 2005, ma che dovrà guardarsi dalla presenza della keniana Florence Chepsoi (2 ore 32’ 18 di personale, realizzato l’anno scorso a Praga) e dell’etiope Tiruwork Mekonnen Lemma (2 ore 31’ 17”, alla maratona di Roma 2010). «Mi sono allenata in Kenya nelle scorse settimane – ha raccontato Ivana – Imposterò un ritmo guardingo nella prima parte della gara, cercando di andar via in progressione nella seconda metà. Le avversarie? Conosco bene Florence, perché mi sono allenata con lei e so che vale molto». Tutte avranno un motivo in più per andar forte, visto che in palio, per la prima arrivata della prova femminile, c’è anche una cucina Lofra da due postazioni.

In totale tra la Maratona che parte da Campodarsego e la mezza che parte da Camposampiero, saranno al via 4.128 atleti, provenienti da 27 nazioni diverse e quattro continenti: tra loro anche Federico de’ Stefani, presidente di Assindustria Sport, alla partenza della mezza assieme a Mirko Patron, sindaco di Campodarsego.

LE STRACITTADINE
L’anno scorso richiamarono al via 20 mila persone. E quest’anno ne sono attese almeno altrettante. I percorsi previsti per le Stracittadine sono quattro. E sono quattro diverse opportunità nate per venire incontro alle esigenze di tutti: c’è la passeggiata da 1 km per anziani e disabili, c’è il percorso di 2 km, c’è la prova più popolare, quella di 5 km, e infine c’è il tracciato di 12 km per i più allenati. Le quattro Stracittadine prenderanno il via alle ore 9.30 da Prato della Valle.

LA GARA DISABILI: IN 160 AL VIA E CI SONO ANCHE ZANARDI, MUNARO E GEIERSPICHLER
La città del Santo assegnerà i titoli del campionato italiano disabili (para e tetraplegici, amputati e non vedenti). Saranno 160 gli atleti al via in questa categoria, numero che pone la Maratona S.Antonio tra i punti di riferimento internazionali. Diversi i campioni al via, dall’austriaco Thomas Geierspichler, che a Padova ha migliorato più volte il record mondiale della categoria T52, ad Alex Zanardi, reduce dai successi alle maratone di Treviso e Milano. Tra le stelle, anche la campionessa di casa Antonella Munaro.

RAISPORT DUE
Una sintesi di un’ora della Maratona sarà trasmessa su Raisport Due nella serata di domenica, con telecronaca di Luca Di Bella e commento tecnico di Attilio Monetti.


Nella foto (Photosprint) atleti e autorità alla conferenza stampa di presentazione

Intervento di don Marco Pozza (giovane parroco vicentino che ha innovato il modo di predicare il Vangelo guadagnando l'attenzione dei media nazionali), scritto per la Maratona S.Antonio

Per il mondo dell'atletica sono il gotha della maratona mondiale: nomi che solo a pronunciarli mettono nostalgia e un pizzico d'invidia per quelle doti che fanno di loro gli dei nell'olimpo sportivo: se l'atletica è una religione, loro sono gli apostoli di una novella chiamata ad evangelizzare il pianeta. Non prestare loro ascolto, come nella tradizione biblica, significa soccombere sotto il peso della propria superbia. Perchè laddove manca la sana competizione nemmeno il talento cristallino si sente costretto a migliorarsi. Li cercano a suon di quattrini, se li contendono le più importanti maratone del mondo, grazie a loro il limite dell'uomo bianco è costretto a non sentirsi sazio. Come sarebbe stata triste la Maratona di Sant'Antonio – un santo venerato anche nella Rity Valley dove loro tengono casa – senza di loro, i grandi atleti etiopi e kenioti che sanno dare lustro e spettacolo alle competizioni internazionali.
Qualcuno – degno rappresentante di una politica fondata sulle provocazioni e sulle sparate (purtroppo non solo metaforiche) – mesi fa avanzò la proposta di non finanziare la maratona di Padova perchè partecipano e vincono “atleti africani o comunque extracomunitari in mutande”. Quel giorno leggendo i giornali pensammo davvero che un ossicino o qualche oseleto fosse entrato nel cervello anziché nella gola di quell'uomo alquanto bizzarro. Perchè ci vorrebbe l'umiltà di un elefante dentro ad un negozio di Swarovski definire “extrcomunitario in mutande” un atleta come Hailè Gebrselassie (unico uomo al mondo ad essere sceso sotto le 2 ore e 4 minuti nella Maratona), Martin Lel, Samuel Wanjiru, Abel Kirui e Ben Chebet. Sarebbe un po' come boicottare la teoria della relatività solo perchè firmata da Albert Einstein che, non ci stupiremmo, potrebbe di questo passo essere definito “sporco nazista” solo perchè tedesco. O ignorare le poesie di Marquez solo perchè “terzomondiale”.
L'ignoranza di costui domenica sarà vinta dall'entusiasmo di tutti quegli appassionati che ogni giorno invadono gli argini della nostra splendida città alla ricerca di un sogno che non è necessariamente la gloria: una boccata d'ossigeno, una distensione della mente, un ritrovare la serenità perduta. S'allenano per mesi, inanellano piccole rinunce e costruiscono sfide amicali, si pongono un limite per il solo gusto d'avvicinarsi e contemplarne il seguito. Un giorno la politica capirà – magari dando l'esempio pure alla Chiesa – questa nuova religione laica ch'è la pratica della corsa, una forma di ascesi che costringe l'uomo ad andare alla ricerca delle motivazioni più profonde per risalire verso l'alto delle sue capacità e raggiungere quella forma di estasi sportiva che, fosse anche solo per un secondo, ripaga di mille sacrifici fatti sotto il sole d'agosto o il ghiaccio dicembrino. Assindustria a Padova è un nome nobile e rispettato e nella sua scuderia annovera campioni e campionesse venute da lontano. Giustamente ne sono gelosi e ne proteggono la classe, ma ci piace pensare che dietro a tutto ciò ci sia la ricerca continua del meglio sul quale investire. Forse non c'è nessun altro popolo oltre quello africano che nella maratona possa dare ragione di una bellissima frase del film “Momenti di gloria” quando il protagonista esprime in un concetto il senso stesso della sfida: “credo nella ricerca della perfezione e io porto l'avvenire con me”. Avvenire che stavolta – peccato per i “celoduristi” – ha il volto colorato di nero. E noi domenica saremo orgogliosi di guardarli con un pizzico di emozione e scoprire che dietro quella velocità è nascosta l'arma del loro riscatto. Che, peccato per il consigliere, val ben più di un bicchiere di Rabosello e di una “Scolopax rusticola” (traduciamo per i puristi del veneto scolastico: “beccaccia”).

Don Marco Pozza