News March 2011

E’ stata disegnata dagli studenti della Scuola Italiana di Design e scelta tramite un concorso, vinto dal progetto di Stefano Dainese. Domenica 17 aprile sarà consegnata a tutti i partecipanti della gara che parte da Campodarsego e della mezza col via da Camposampiero

Dire che è una medaglia di design, in cui è esaltata la creatività, non è una semplice frase fatta. Perché la medaglia che domenica 17 aprile sarà consegnata a tutti i partecipanti della Maratona S.Antonio e della mezza maratona è stata elaborata dalla Scuola Italiana di Design. Gli studenti delle classi seconde hanno partecipato a un concorso, al termine del quale una commissione interna ad Assindustria Sport Padova ha scelto il progetto reputato migliore. Alla fine è stato premiato il lavoro di Stefano Dainese, studente della sezione B: il suo disegno è stato poi utilizzato dalle Argenterie Greggio per coniare le medaglie in migliaia di esemplari. Vi si vede raffigurato un atleta che esulta tagliando il traguardo e, sullo sfondo, la Basilica di Sant’Antonio, quest’anno, per la prima volta, toccata direttamente dal passaggio della corsa.

«Tutto è partito da un’idea di Francesco Peghin, presidente uscente di Confindustria Padova e presidente del Parco Scientifico e Tecnologico GALILEO, al quale facciamo capo – spiega il professor Giorgio Pellizzaro, responsabile della Scuola Italia di Design, che ha sede in Corso Stati Uniti a Padova – A quel punto ne abbiamo parlato con Silvana Santi, direttrice generale di Assindustria Sport, e abbiamo lanciato questo progetto, riservandolo alle classi seconde, coordinate dal professor Giovanni Zambon. Agli studenti, in tutto una cinquantina, sono stati proposti dei temi su cui lavorare, riguardanti la città di Padova e il mondo della corsa. Ognuno di loro ha presentato un proprio disegno e alla fine ne abbiamo scelti tre, fra i quali quello di Dainese, portati poi ad Assindustria».

La Scuola Italiana Design è collocata nella Zona Industriale di Padova, uno degli insediamenti più importanti in Italia, che ospita più di 1.500 imprese. «L’obiettivo della nostra scuola è quello di preparare i giovani all’ingresso del mondo del lavoro, per questo abbiamo subito accolto con entusiasmo la collaborazione con la Maratona S.Antonio, perché ci ha permesso finalizzare la didattica al conseguimento di un risultato concreto – prosegue il professor Pellizzaro – L’istituto riconosce nella creatività un valore fondamentale del design. Per questo motivo stimola i suoi studenti a indirizzarla verso la soluzione di temi progettuali, ponendo grande attenzione alla fase di identificazione del target e di interpretazione dei bisogni che il prodotto deve soddisfare. E’ il principio che abbiamo seguito anche questa volta».

Nella foto Stefano Dainese accanto al suo progetto

Treviso, Padova e Venezia rinnovano la partnership per promuovere gli eventi legati al mondo della corsa e il territorio. In accordo con la Regione Veneto un anno di iniziative in Italia e all’estero

Il Veneto corre. E, correndo, porta con sé le sue bellezze. Gli itinerari storici, artistici e gastronomici. E i grandi eventi legati al mondo della corsa.

In Veneto si svolgono tre fra le più grandi maratone italiane. In primavera, con Treviso Marathon e Maratona S.Antonio, e in autunno, con Venicemarathon, sono circa 15 mila gli atleti provenienti da tutto il mondo che ogni anno scelgono le strade della regione per vivere l’affascinante esperienza dei 42 km.

L’unione fra le maratone di Treviso, Padova e Venezia fa la forza. E, oltre alla forza, fa pure la promozione turistica, la valorizzazione di un territorio che – “tra la terra e il cielo”, riprendendo il celebre slogan – rappresenta sempre più una meta privilegiata per i tanti appassionati in movimento sulle rotte dei principali eventi podistici internazionali.

“Maratona, il turismo veneto corre” è un progetto voluto dalla Regione Veneto che verrà riproposto anche nel 2011. Le tre grandi maratone della regione si alleano affinché le loro strategie di comunicazione siano sempre più efficaci. E portino anche un beneficio al tessuto economico e sociale in cui i tre eventi sono inseriti.

La partnership fra la Treviso Marathon, che domenica 27 marzo festeggerà l’8^ edizione, la Maratona S.Antonio, in programma il 17 aprile, e la Venicemarathon, prevista per il 23 ottobre, porterà i tre eventi ad essere presenti, congiuntamente, in una trentina di centri espositivi legati alle più grandi maratone mondiali: tappa importante, tra venerdì 25 e sabato 26 marzo, l’expo della Treviso Marathon, quest’anno per la prima volta in programma al Victoria Sport&City di Vittorio Veneto.

Il potenziamento delle iniziative promozionali, nell’arco dell’anno, permetterà di incrementare sensibilmente i riflessi economici sul territorio (attualmente stimati nell’ordine dei 15 milioni di euro) e di puntare su un maggior coinvolgimento del turismo italiano extra regionale e, ancora di più, sull’aumento delle presenze straniere.

La maratona è un fenomeno in crescita (oltre 34 mila italiani hanno corso almeno una 42 km nel 2010), e i tre grandi eventi veneti vogliono essere loro stessi motori, oltre che beneficiari, di questo progresso. Treviso, Padova e Venezia sono grandi anche perché attorno hanno una grande regione, da vivere tutta di corsa: il Veneto e le sue bellezze.

La diciottenne Alice Baldassa racconta la storia della mascotte della Maratona S.Antonio. «Sono stata io a darle un nome, dodici anni fa. E domenica 17 aprile sarò a incitare gli atleti: sono davvero contenta che la corsa passi per Rustega, davanti a casa mia»


E’ un simpatico coniglio blu di pelouche e accompagna gli atleti della Maratona S.Antonio dalla prima edizione. Tutti lo conoscono, perché mette di buon umore solo a guardarlo e perché è diventato, di anno in anno, anche il simbolo dei progetti di solidarietà che la maratona sostiene. E’ Freccia, la mascotte della corsa su strada padovana. Un nome più che appropriato, nato dalla fantasia di una bambina di Rustega, Alice Baldassa, che oggi ha diciott’anni. Ed è curioso pensare che nessuno, quando la maratona è nata ufficialmente, avrebbe mai immaginato a un coinvolgimento così intenso del territorio camposampierese dodici anni dopo.

«E invece sono davvero contenta di vedere che la gara ora passa anche davanti a casa mia – afferma la stessa Alice, che racconta con piacere come è nato il nome della mascotte – Era il 1999 e all’epoca avevo solo sei anni e frequentavo le scuole elementari di Camposampiero. Ricordo che le maestre ci mostrarono il coniglietto e ci spiegarono che tutti gli alunni sarebbero stati coinvolti in un concorso per trovargli un nome. Ma doveva essere un nome speciale, che ricordasse il mondo della corsa e che restasse facilmente impresso in mente. E così ci ho pensato un po’ e ho proposto Freccia. Qualche giorno dopo ho saputo che l’idea era piaciuta». All’epoca furono circa 600 i bambini delle scuole elementari del Camposampierese coinvolti nel concorso. Freccia ha ispirato a sua volta anche una canzone, scritta dagli studenti della classe II B della Scuola Media «Doria» di Roncaglia e musicata dal professor Gian Pietro Pendini.

«Ancora oggi – continua Alice – le ex compagne di classe che frequento hanno tutte Freccia con sé in casa. E io conservo gli articoli di giornale che parlavano del nome della mascotte e ho ancora videoregistrata la cassetta della sera in cui sono stata ospite di una trasmissione in tivù assieme allo staff di Assindustria, per presentare il pelouche. E’ stato un periodo divertente». Oggi Alice frequenta l’istituto tecnico Pertini di Camposampiero, indirizzo turistico, e racconta che in futuro le «piacerebbe trovare un lavoro nell’ambito sociale, magari che avesse a che fare con le lingue, ma è ancora presto per avere le idee chiare».

Di sport ne ha cambiati un bel po’, dedicandosi alla pallavolo, al nuoto, al tennis, persino al calcio e, ovviamente all’atletica, praticata negli anni delle medie. «Ho fatto qualche campestre, ma gare lunghe come una maratona mai – sorride – Però nel mio piccolo sono sempre rimasta legata alla Maratona di Padova, andando in strada a tifare. E domenica 17 aprile sicuramente non mancherò di sostenere i podisti che affolleranno questa edizione. Dato che il nuovo percorso che parte da Campodarsego passa anche nella mia frazione, a Rustega, nel comune di Camposampiero, ho già controllato quali strade imboccherà per sapere come muovermi ed essere presente». Con lei, morbido e sorridente, ci sarà pure Freccia. E per lui sarà quasi un ritorno sulle strade di casa.


Nella foto Alice Baldassa assieme a Freccia

Sono quattro le corse non competitive abbinate alla Maratona S.Antonio di domenica 17 aprile. Iscriviti subito nei supermercati Alì e Alìper e nei negozi Non Solo Sport

La primavera è ormai ufficialmente iniziata, occorre rimettersi in forma al più presto. E il modo migliore di rimettersi in forma è andare a correre, magari con un obiettivo davanti. Un obiettivo come le Stracittadine, le corse non competitive abbinate alla Maratona S.Antonio che tornano anche domenica 17 aprile in quattro diverse varianti (da 1, 2, 5 e 12 chilometri). Per tutti, quale che sia il proprio livello di preparazione, c’è la possibilità di trascorrere una giornata assieme alla famiglia, facendo qualcosa di diverso rispetto al solito, godendosi il centro storico di Padova senz’auto e vivendo dall’interno il clima di festa che da sempre accompagna l’evento.

L’anno scorso a prendere parte alle Stracittadine furono più di ventimila persone, e almeno altrettante sono attese quest’anno per la dodicesima edizione della Maratona. I pettorali per poter partecipare si possono acquistare nei supermercati Alì e Alìper presenti in tutto il Veneto con 92 punti vendita e nei negozi Non Solo Sport della provincia di Padova. Con il pettorale, chi si iscrive in prevendita riceve la nuova t-shirt ufficiale della Maratona S.Antonio, l’attestato di partecipazione e inoltre sacca ristoro, assicurazione, assistenza tecnica e assistenza medica. L’iscrizione alle Stracittadine costa solo 5 euro.

Da venerdì 15 aprile alla mattina di domenica 17 sarà inoltre possibile iscriversi anche direttamente in Prato della Valle (in questo caso non si avrà però diritto alla t-shirt ufficiale) all’Expo della Maratona. I percorsi previsti per le Stracittadine, come detto, sono quattro. E sono quattro diverse opportunità nate per venire incontro alle esigenze di tutti: c’è la passeggiata da 1 chilometro, c’è quella di 2, c’è la prova più popolare, di 5, e, infine, c’è il tracciato di 12 chilometri per i più allenati. Per tutte e quattro le partenze ci si ritroverà domenica 17 aprile alle 9.30, in Prato della Valle.

Intanto, chi vuole prepararsi ora ha uno strumento in più per farlo. Per facilitare i tanti podisti che usano i 6 chilometri che dal Ponte del Bassanello conducono al Ponte di San Gregorio per i propri allenamenti a Padova, sul Lungargine Scaricatore è stata predisposta una segnaletica di riferimento, un cartello ogni 500 metri, con il logo del Comune e della Maratona. Ogni podista si troverà così nelle migliori condizioni per mettersi alla prova. E allora non resta che infilare le scarpe da ginnastica e… correre.

Nella foto il pettorale di quest’anno

L’INNO DI MAMELI

Fratelli d'Italia,
l'Italia s'è desta,
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma,
che schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!

Noi fummo da secoli
calpesti, derisi,
perché non siam popoli,
perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
bandiera, una speme:
di fonderci insieme
già l'ora suonò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.

Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!

Uniamoci, uniamoci,
l'unione e l'amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore.
Giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti, per Dio,
chi vincer ci può?
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!

Dall'Alpe a Sicilia,
Dovunque è Legnano;
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core e la mano;
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla;
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!

Son giunchi che piegano
Le spade vendute;
Già l'Aquila d'Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia
E il sangue Polacco
Bevé col Cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!

Ascolta l'inno di Mameli in versione strumentale

Assegnati alla Maratona S.Antonio i campionati italiani per carrozzine (para e tetraplegici), amputati e non vedenti. Antonella Munaro: «E’ un premio dato dalla Fispes per l’ottimo lavoro svolto da Assindustria Sport»


La Maratona S.Antonio varrà come campionato italiano disabili. Domenica 17 aprile 2011 Padova sarà la capitale paralimpica del paese, assegnando le maglie tricolori che vanno agli atleti in carrozzina (paraplegici e tetraplegici) ad amputati e non vedenti. Ed è un premio all’evento, capace di rivaleggiare con le maratone di New York e Berlino nel numero degli atleti disabili che gareggiano sulle sue strade: ogni anno, contando anche le handbike e i non udenti, sono circa 200 gli specialisti delle categorie paralimpiche che tagliano il traguardo di Prato della Valle. Tra loro stelle di prima grandezza come il primatista mondiale Thomas Geierspichler, Alex Zanardi e Antonella Munaro, campionessa di casa. Tutti hanno già confermato la propria presenza anche quest’anno ed è stata proprio Antonella a comunicare la notizia allo staff di Assindustria Sport.

«Sono particolarmente orgogliosa dell’assegnazione, anche perché questa sarà la prima edizione dei Tricolori di maratona da quando è nata la Fispes, la Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali di cui sono consigliera e rappresentante per quanto riguarda la Commissione nazionale atleti – racconta Munaro, che proprio in questa gara, nel 2002, ha realizzato il suo personale, bloccando il cronometro dopo 2 ore 20’01” – Più ancora che un riconoscimento al nuovo percorso con partenza da Campodarsego, questa scelta è un attestato di fiducia dato ad Assindustria, che nell’allestimento della gara ha sempre messo un’attenzione che da altre parti non si trova. Io ovviamente non mancherò: sono di Camposampiero e corro praticamente sulle strade di casa. Non ho mai perso un’edizione e di certo non salterò questa, per molti aspetti nuova. Ma saranno in tanti a venire qui, anche perché questo è un anno pre-olimpico e in molti cercano di strappare il pass per i Giochi di Londra».

Profilo altimetrico favorevole, fondo stradale ideale, percorso chiuso al traffico, assistenza offerta dalla partenza all’arrivo e durante la permanenza in provincia. Sono solo alcuni degli ingredienti che negli anni hanno contribuito a fare di Padova una capitale per il movimento paralimpico. E i risultati di spicco non sono mancati. Un esempio? I tre record mondiali realizzati nel 2005 da Francesca Porcellato (paraplegici T53 – un’ora 38’29”), Andrea Cionna (non vedenti T11 – 2 ore 36’02”) e Thomas Geierspichler (tetraplegici T52 – un’ora 46’33”), quello firmato nel 2006 dallo stesso Geierspichler, primo sul traguardo di Prato della Valle in un’ora 43’45” e quello siglato nel 2010 dal francese Joel Jeannot che chiuse in volata in un’ora 3’41” tra le handbike, davanti a Paolo Cecchetto, Alex Zanardi e Vittorio Podestà. Senza contare i record italiani stabiliti da Walter Endrizzi (amputati: 2 ore 33’56”) e, di nuovo, da Francesca Porcellato (un’ora 36’54”) nel 2008.


Nella foto Antonella Munaro

Ruggero premiato come atleta veneto dell’anno, Elena come miglior promessa. I riconoscimenti saranno assegnati sabato a Camposampiero


Ruggero Pertile atleta veneto dell’anno, Elena Vallortigara miglior promessa della regione. Assindustria Sport Padova cala una fantastica doppietta ad «Atletica veneta in festa», appuntamento che suggella l’ultima annata agonistica, offrendo un bilancio di quanto fatto nel 2010. Sabato 12 marzo, dalle ore 16, nel nuovo Auditorium Comunale di Camposampiero, i colori giallo e blu del club saranno inoltre presenti per numerosi altri riconoscimenti, a dimostrazione della bontà del lavoro svolto anche nell’ultima stagione.

«Rero» è alla seconda affermazione in carriera, dopo quella di quattro anni fa. Succede all’astista Giorgio Piantella e raccoglie i frutti di un’annata che difficilmente dimenticherà, dopo il quarto posto agli Europei di Barcellona e la vittoria alla Turin Marathon. «Ho saputo solo ora di questo riconoscimento, che mi fa molto piacere e arriva a coronamento del lavoro svolto – spiega l’atleta di Villanova di Camposampiero, che in questi giorni si sta allenando in Kenya –. Purtroppo mi dispiace davvero tanto di non esserci, ma avevo programmato da tempo questo stage sull’altopiano di Eldoret, dove rimarrò sino al 23 marzo. Sto lavorando duramente in vista di una prossima maratona».

Elena sarà invece premiata per la medaglia di bronzo vinta ai Mondiali under 20 di Moncton e per il primato italiano del salto in alto, da lei portato a 1.91 metri. Ma Assindustria sarà sul palco di Camposampiero anche per i risultati di club colti nel settore assoluto, a partire dal terzo posto conquistato nella Finale Oro dei campionati di società di Borgo Valsugana con le donne. Inoltre ci saranno menzioni speciali per altre due atlete azzurre, la marciatrice Sibilla Di Vincenzo e la primatista italiana del salto triplo Magdelìn Martinez. Patrick Pandolce (lungo allievi), Letizia Titon (3.000 siepi juniores), Tommaso Parolo (peso juniores) e Maddalena Purgato (giavellotto promesse) saranno invece premiati per i nuovi primati regionali realizzati nelle rispettive specialità. Ai loro nomi si aggiungono poi quelli di tutti gli atleti saliti sul podio ai campionati italiani o andati a vestire la maglia della nazionale.

«Ruggero è un esempio di quello che può voler dire l’atletica. Il suo impegno, la sua costanza, la sua forza di volontà dovrebbero essere presi a modello – afferma Federico de’ Stefani, presidente di Assindustria Sport Padova –. Di Elena mi piace ricordare che la gara che le ha permesso di sbloccarsi, superando per la prima volta il metro e 90, l’ha disputata allo stadio Colbachini, il tempio dell’atletica veneta, che gestisce proprio la nostra società. Ma tutti questi risultati sono la dimostrazione che dietro alle nostre stelle c’è un gruppo compatto di alto livello, che sa lavorare bene».


Nella foto Ruggero Pertile al traguardo della Turin Marathon

Il pilota bolognese torna a gareggiare alla Maratona S.Antonio in handbike: «Qui c’è la gara più prestigiosa in assoluto per quanto riguarda la mia specialità. I risultati di questa stagione saranno determinanti per arrivare a Londra 2012»

L’anno scorso tagliò il traguardo per terzo e confessò di essere «arrabbiato, perché mi sono fatto fregare alla fine. Ma se penso ai ruzzoloni fatti alla mia prima partecipazione a Padova devo dire che di progressi ce ne sono stati molti». E altri progressi Alex Zanardi li cercherà anche domenica 17 aprile, giorno della dodicesima edizione della Maratona S.Antonio. Il campione bolognese ha infatti annunciato che sarà al via della rinnovata corsa su strada padovana, che partirà da Campodarsego arrivando in Prato della Valle.

«Sto preparando la nuova stagione, sempre di handbike, intendiamoci. Questa mia nuova passione sportiva richiede molto più tempo per l’allenamento rispetto all’automobilismo – ha da poco scritto nel suo sito Zanardi, recentemente visto in tivù nelle vesti di conduttore del programma di Rai Tre “E se domani” –. Per me è un’esperienza nuova cercare di “raschiare tutto ciò che c’è in fondo al barile” con l’allenamento e devo dire che oggi mi rendo conto degli errori compiuti l’anno scorso nel preparare il Mondiale, anche a causa del mio eccesso di entusiasmo: sono arrivato all’appuntamento clou più stanco che allenato. “Mea culpa” quindi, tuttavia, forte di questa esperienza, sono ripartito quest’anno con più metodo. Il lavoro sta andando bene e, anche se mi alleno praticamente sei giorni alla settimana, lo sto facendo con più “giudizio” e le sensazioni sembrano buone. Per arrivare a Londra 2012 i risultati di questa stagione saranno determinanti».

L’uomo che ha stupito il mondo tornando a correre dopo il drammatico incidente automobilistico occorsogli nel 2001 sul circuito di Lausitzring, è alla sua quarta partecipazione alla gara di Padova. D’altra parte, Zanardi è diventato padovano d’adozione dopo il matrimonio con Daniela e ha sempre espresso parole di grande affetto per questa città. Le ha ribadite anche dopo la sua ultima partecipazione: «Non posso dire che Padova sia la mia città, perché sono nato a Bologna, ma da alcuni anni vivo nel Padovano, a Noventa. Ho sposato Daniela, una ragazza di qui, e sempre qui ho i miei amici. Insomma, sono molto legato a questi luoghi. In più a Padova si organizza una tra le maratone più prestigiose di questo paese: anzi, la più prestigiosa in assoluto per quel che riguarda l’handbike. Sia a livello qualitativo che quantitativo questa maratona vale più di quella di New York e quello che voglio io è proprio confrontarmi con i migliori specialisti del mondo». Inutile aggiungere che il pubblico padovano lo attende a braccia aperte, pronto, come sempre, a far sentire il suo calore.

Nella foto (di Antonio Muzzolon) Alex Zanardi alla Maratona S.Antonio 2010